Pierdavide Carone sogna di scrivere una canzone per Mina e di andare a Sanremo (tra dieci anni)

24/11/2010 di Simone Morano

Pierdavide Carone

Dai fasti di Amici, ecco il secondo album di Pierdavide Carone: Distrattamente (Sony).

Marco Mangiarotti ha intervistato il talentino musicale pugliese (uno dei prodotti della scuola defilippiana più apprezzati da pubblico e critica) per il Quotidiano Nazionale. Ecco alcuni stralci del botta e risposta.

Sono nato nell’entroterra di Taranto, verso la Murgia, zona di Primitivo, il rosso che ti porta alla forza della genialità più velocemente, alla condivisione.

Si passa, quindi, a parlare, del disco e dei brani.

Questo album rappresenta le tre fasi della mia vita: prima, durante e dopo Amici. Le canzoni: Hey baby è un blus indolente, Viole è una fiaba in maschera scritta a quindici – sedici anni. Dammela la mano l’ho già cantata in trasmissione, nel serale. Auè rimanda alle radici popolari della mia terra, cercando di mantenere nelle tematiche un po’ di sobrietà.

Alcune note sulla realizzazione dell’album.

Negli studi londinesi di Abbey Road ho incontrato il mondo dei Beatles e di Kohn Lennon, che per me sono il punto di partenza di tutto: sono passati quarant’anni, eppure quando ascolto Sgt. Peppers ritrovo la loro rivoluzione ancora attuale. Abbiamo voluto registrare con Peppe Vessicchio degli archi inglesi e beatlesiani: abbiamo mantenuto la spontaneità ma ci siamo conessi qualche sciccheria.

Conclude Pierdavide:

I miei sogni? Scrivere una canzone per un’interprete femminile, magari Mina; e andare a Sanremo tra dieci anni, per vedere quanto sono forte, bravo e fortunato da solo. Senza la spinta di Amici e Maria De Filippi.

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