Omicidio Willy, Ghali: “Ucciso dall’ignoranza, dall’odio, dal razzismo”

08/09/2020 di Emanuela Longo

Omicidio Willy, Ghali commenta

L’omicidio di Colleferro in cui ha perso la vita il giovane 21enne Willy Monteiro Duarte ucciso di botte dal branco per aver difeso un amico coinvolto in una rissa, ha toccato l’Italia intera. Marco e Gabriele Bianchi, detenuti a Rebibbia con l’accusa di aver ucciso il giovane di origini capoverdiane hanno respinto le accuse aumentando ulteriormente la rabbia per l’accaduto. Ad esprimersi, oltre ad Emma Marrone, in queste ore è stato anche il trapper Ghali.

Omicidio Willy, il post di Ghali

Con un lungo messaggio Instagram, Ghali – nato a Milano ma di origini tunisine – ha chiesto a gran voce giustizia per Willy. Quindi ha spiazzato tutti quando ha svelato di essersi trovato anche lui in una situazione molto simile, scampandola per un pelo.

Ghali ha quindi riassunto la drammatica vincenda:

21 anni, era intervenuto per calmare una rissa ed è stato pestato a sangue fino a non respirare più. Willy è stato ucciso dall’ignoranza, dall’odio, dal razzismo e dagli ideali di 4 ragazzi del quale i familiari hanno risposto dicendo: “era solo un immigrato”.

Il trapper ha proseguito nel suo stato svelando anche alcuni aspetti della sua vita:

È un problema ricorrente nel nostro paese e mi ha fatto tornare in mente alcuni episodi della mia vita in cui l’ho scampata per un pelo, in cui aspetti che si stanchino di tirare calci e pugni, in cui chiedi pietà e il perché sperando di riuscire a rialzarti da terra.

I veri criminali sono altri, i veri atleti sono altri.

Gli occhi di Willy sono altri. Gli occhi della nuova generazione, di chi è stanco di fare a pugni, di chi cerca altro, di chi a differenza mia e dei miei coetanei non ha bisogno di ribadire dei concetti basilari come quelli sulla violenza.

Quindi ha concluso con un augurio:

Che questo sia l’ennesima sveglia per quanto sia inimmaginabile il dolore dei suoi cari. È così egoista fare di una tragedia una lezione ma infondo spero che lo sia per tutti.

Siamo stanchi, il pentimento tardivo non serve a nulla in casi come questo. Giustizia per Willy.

 

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Giustizia per Willy Monteiro Duarte. 21 anni, era intervenuto per calmare una rissa ed è stato pestato a sangue fino a non respirare più. Willy è stato ucciso dall’ignoranza, dall’odio, dal razzismo e dagli ideali di 4 ragazzi del quale i familiari hanno risposto dicendo: “era solo un immigrato”. È un problema ricorrente nel nostro paese e mi ha fatto tornare in mente alcuni episodi della mia vita in cui l’ho scampata per un pelo, in cui aspetti che si stanchino di tirare calci e pugni, in cui chiedi pietà e il perché sperando di riuscire a rialzarti da terra. I veri criminali sono altri, i veri atleti sono altri. Gli occhi di Willy sono altri. Gli occhi della nuova generazione, di chi è stanco di fare a pugni, di chi cerca altro, di chi a differenza mia e dei miei coetanei non ha bisogno di ribadire dei concetti basilari come quelli sulla violenza. Che questo sia l’ennesima sveglia per quanto sia inimmaginabile il dolore dei suoi cari. È così egoista fare di una tragedia una lezione ma infondo spero che lo sia per tutti. Siamo stanchi, il pentimento tardivo non serve a nulla in casi come questo. Giustizia per Willy 🤞🏽 #giustiziaperwilly

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Classe 1984, nata a Lecce. Blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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