Nadia Toffa, la sorella Mara: “era una roccia, un’anima splendida. Ora qualcosa in sua memoria”

30/08/2019 di Emanuela Longo

Dopo la morte di Nadia Toffa, il pensiero di molti colleghi ma soprattutto di coloro che avevano seguito fino alla fine la sua battaglia contro il cancro è andato prontamente alla sua famiglia. A quella mamma forte, al papà ed alle due sorelle che le sono rimaste vicine fino agli ultimi respiri. Al tempo stesso, prima di lasciarci anche Nadia aveva manifestato la sua preoccupazione per la sua famiglia ed in particolare per mamma Margherita, ritenendo innaturale per una madre vedere la propria figlia morire. Proprio la donna però, nel giorno dei funerali aveva manifestato tutta la sua grandezza con una frase, pronunciata mentre si trovava accanto alla bara bianca della figlia 40enne scomparsa: “Lei è qui, non ci lascia soli, ci sta guardando dal cielo”.

Nadia Toffa, il toccante ricordo della sorella Mara

A rivelare questo dettaglio è stato il settimanale Gente, che ha raccolto anche il doloroso ricordo della sorella maggiore della giornalista e conduttrice de Le Iene. A parlare è Mara, 49 anni e insegnante, che oggi intende rendere omaggio all’amata sorella: “Era Nadia che faceva coraggio a noi. Una roccia. Un concentrato di energie belle”, racconta la donna. “Sono stata un po’ la sua seconda mamma, ma se avevo qualche problema lei sapeva sempre consigliarmi. Era molto più matura della sua età”.

Mara non riesce a contenere le lacrime nel ricordare Nadia Toffa: “Era un’anima splendida e Dio ha voluto chiamarla a sé”. La giornalista bresciana però, era più che mai legata alla vita. In merito la sorella Mara ha rivelato quali fossero le sue parole rispetto alla lotta che stava conducendo contro il cancro: “Adesso la mia battaglia è questa e io non mi tiro indietro”.

Per la sorella, Nadia Toffa era “una persona vera”. Oggi Mara commenta: “Noi siamo orgogliosi per il messaggio di forza e di speranza che ha lanciato a tutti”. In seguito alla sua morte, la famiglia non si aspettava la grande vicinanza da parte della gente. “Ho visto gente che ringraziava mia madre per aver messo al mondo mia sorella. È arrivata qui anche una delegazione da Taranto, città di cui era diventata cittadina onoraria”, ha spiegato. Il ricordo di Mara però non si esaurisce qui ed anzi conclude: “Dovremo pensare a qualcosa in sua memoria, organizzare qualche iniziativa per far in modo che la sua azione civile continui”.

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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