Morgan cacciato da Sanremo a causa della cocaina: non c’è fine all’ipocrisia di questo Paese

03/02/2010 di Valeria Panzeri

Dalla giornata di ieri impazza su internet la notizia della “presunta” (precisazione doverosa in quanto stanno rimbalzando smentite e contro smentite da parte del geniale cantautore contro il giornale Max e viceversa) tossicodipendenza di Morgan.

Le prime indiscrezioni trapelate sul web svelavano che Marco Castoldi, in arte Morgan, avrebbe dichiarato ad un giornalista, Raffaele Panizza, nell’ambito di un’intervista per il mensile Max, di fare quotidianamente uso di cocaina al fine di combattere la “bestia nera” che è la depressione.

La notizia ha fatto il giro del web finché il diretto interessato ha rilasciato una smentita secca asserendo che, determinate affermazioni, gli sono state carpite in maniera scorretta allo scopo di tendergli un tranello:

Io penso esattamente il contrario. La droga fa male, la considero pericolosa e inutile, mi riferivo all’uso che ne facevo in passato come terapia verso la depressione non mi sognerei mai di divulgare come insegnamento o consiglio per i giovani l’uso di stupefacenti.
Non ho mai nascosto certe mie debolezze in quanto persona autentica e sensibile, quindi tutti sanno di certi errori commessi in passato di cui ho anche parlato con delicatezza nelle mie canzoni e non certo nel modo strumentale ed errato dell’articolo.

Il noto giudice di X Factor ha poi aggiunto:

Sono molto sconcertato ed amareggiato, anzi profondamente addolorato, per non dire disperato, per le frasi che mi sono state attribuite.

A ruota è giunta la contro smentita del direttore della testata, Andrea Rossi, il quale ribatte:

L’intervista non è stata per nulla carpita e tanto meno è stata tesa una trappola. Il giornalista autore dell’intervista, Raffaele Panizza, ha registrato circa due ore di conversazione avvenuta comodamente a casa dell’artista, così come lui desiderava.

Il dramma è che questo è soltanto l’antefatto. Le questioni relative alla veridicità dell’intervista non sono affatto di nostra competenza; a fronte di ciò non entreremo nell’argomento.

Come è ormai noto Morgan avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo con il brano “La Sera”; la Commissione organizzatrice della Kermesse musicale, insieme ad alcune associazioni a tutela dei minori più svariati politici hanno immediatamente palesato grande disappunto nei riguardi delle dichiarazioni del musicista mettendo in “forse” la sua presenza sul palco dell’Ariston.

Ora la notizia pare essere ufficiale: Morgan è fuori. Squalificato.

Alessandra Mussolini ha ritenuto opportuno, sull’onda dell’indignazione generale, proporre un test antidoping per tutti i cantanti in gara.

Prescindendo dal fatto che la droga sia una vera merda, e su questo non si discute, Blog Tivvù, stavolta, non ha nessuna intenzione di associarsi ai cori degli “indignati, turbati, ipocriti”.
Non mi risulta che Baudelaire, Verlaine e compagnia siano stati banditi dai programmi scolastici a causa dello smodato uso di oppiacei; alla medesima stregua mi risulta che in Parlamento (ci sono tanto di prove) una nutrita fetta di politici ami darsi la carica con la polvere bianca, non comincio nemmeno la lista degli imprenditori, bandiere della nostra economia del mondo, beccati con il naso rosso. Anche in questo caso ci riferiamo a fatti comprovati e non facciamo i nomi soltanto perchè non ci interessa mettere all’indice qualcuno.

All’indice andrebbe messa l’ipocrisia di questo Paese, dove ci si aspetta che siano i mass media ad educare i figli. Vi darò una notizia che forse vi sorprenderà: una persona non si droga perchè lo dice Morgan o perchè vede Trainspotting. Una diventa dipendente dalla droga solo ed esclusivamente perchè non sta bene.

Al posto che preoccuparci del fatto che un personaggio pubblico sia più o meno avvezzo a fare uso di stupefacenti impariamo a farci le domande giuste, ovvero “perchè” una persona decide di mettere in atto un lento suicidio a proprio danno?

Morgan escluso da Sanremo perchè forse si droga?

Che ipocrisia, un’ipocrisia e un perbenismo che non si possono vedere.

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