Mistero indaga sulla morte di Yara Gambirasio: le rivelazioni shock di una sensitiva – FOTO

21/02/2013 di Emanuela Longo

Ieri sera, la trasmissione di Mistero, tra i tanti servizi trasmessi si è occupata anche della misteriosa morte di Yara Gambirasio. Ad occuparsene, recandosi sul posto, è stata una delle conduttrice-inviate del programma di Italia 1, Jane Alexander. Sono ancora tanti gli interrogativi che ruotano attorno a questo caso di cronaca che popola la maggior parte delle trasmissioni di approfondimento quali Quarto Grado e Chi l’ha visto?, ma che ancora, a distanza di diversi mesi, non si riesce a dare un nome ai responsabili dell’indicibile gesto compiuto ai danni di un’allora appena tredicenne.

Dopo mesi di indagini, non si è arrivati ancora ad una svolta decisiva e per tale ragione Mistero ha deciso di percorrere una strada alternativa seppur, per certi versi, discutibile, ovvero quella di affidarsi all’aiuto di una sensitiva, come accade spesso negli USA nei casi irrisolti dalla polizia e che sono risultate preziose nella risoluzione delle indagini. Jane ha ripercorso le dolorose tappe, dalla scomparsa al ritrovamento del corpo ormai senza vita della piccola Yara per la cui uccisione, a due anni di distanza, non è stata fatta giustizia. Per tale motivo l’inviata si è fatta accompagnare nei luoghi percorsi dalla giovane vittima per l’ultima volta, insieme alla sensitiva Emanuela, spesso al servizio della trasmissione Mediaset.

Alla domanda dell’inviata, su cosa provasse, la sensitiva ha risposto sicura: “Disagio”. Jane ha quindi raccontato di una reazione molto forte avuta da Emanuela, a telecamere spente. “Provavo un forte dolore al petto, sono stata catapultata in un momento specifico. Mi è sembrato di sentire quello che potrebbe aver sentito Yara nel momento in cui è stata presa”, ha raccontato la sensitiva. Poi, percorrendo la strada percorsa da Yara per l’ultima volta, Emanuela, che ha affermato di sentirsi la vista annebbiata, ha proseguito per un po’ da sola, sentendo le tracce fino ad un certo punto, per poi perdere completamente il segnale.

Le parole della sensitiva in merito alla sensazione provata precedentemente, sono molto forti: “E’ stata caricata immediatamente contro la sua volontà su un automezzo. Ha tentato di difendersi…”.

Inviata e sensitiva si sono quindi recate nel luogo dove è stato ritrovato il corpo di Yara, ovvero nei pressi dell’ex cantiere di Mapello. La donna ammette di non sentire nulla in quell’esatto momento, ma di avere un messaggio da parte di un’entità: “Cerca, il ferretto è in casa”, in riferimento all’arma del delitto, ovvero il taglierino che sarebbe in casa della persona che l’ha usato. “E’ tenuto in un cassetto”.

Emanuela, dopo essersi recata nel punto dove è stata trovata Yara, ha asserito di aver sentito un richiamo da parte della ragazzina: “Yara vuole pace”. E alla domanda di Jane, “Tu pensi che possa essere stata più di una persona?”, Emanuela non ha esitato nell’affermare: “Anche più di una persona”. In un fuori onda, la sensitiva ha dichiarato: “Il colpevole, o i colpevoli… perchè altrimenti non posso dire di aver visto quei tre…”, asserendo come questa cosa sia ancora piuttosto presente, prima di sentirsi nuovamente male.

Al termine delle riprese, l’audio di Emanuela è stato fatto analizzare e ne è uscita la presenza di frequenze ad infrasuoni, una voce non udibile dall’orecchio umano che sembrerebbe pronunciare alcune parole sconcertanti: “Luigi” oppure “vigili”. “Questo lasciarmi… il mio corpo fa male”.

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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