Milena Gabanelli: “L’alternanza deve valere per tutti, anche per Vespa e i direttori dei tg”

10/03/2011 di Simone Morano

Milena Gabanelli

Anche Milena Gabanelli, giornalista e conduttrice di Report, è intervenuta, dalle pagine del Corriere della Sera, sulla questione della bozza di indirizzo sul pluralismo proposta da Alessio Butti (alternanza tra i conduttori dei talk-show di approfondimento politico al fine di garantire equità tra le parti politiche). Secondo la Gabanelli, se ci si deve basare sull’alternanza, “occorre andare fino in fondo e non limitarsi a Santoro, Floris o alla sottoscritta, ma completare il progetto ed estenderlo a tutta l’offerta informativa Rai”.

Insomma, il pluralismo dovrebbe riguardare anche Bruno Vespa e Lucia Annunziata, il Tg1 e il Tg3, i tg regionali e il Tg2, una settimana o un mese a testa. Il risultato della bozza di Butti, secondo la Gabanelli, sarà “una lunga serie di programmi di partito che, secondo il Butti-pensiero, si chiama pluralismo informativo. La realizzazione coerente di questo progetto, dove ogni conduttore espone con orgoglio la propria tessera di partito, permetterebbe al telespettatore di formarsi finalmente una libera opinione senza correre il rischio che quei giornalisti Rai non servi né di Berlusconi né di Bersani gli confondano le idee”.

“E loro – conclude la Gabanelli – i giornalisti non servi, a cui non è riconosciuto il diritto all’indipendenza di pensiero e di critica all’attività di governo, possono sempre andare a lavorare a Londra, Francoforte, Copenaghen o Madrid dove il requisito richiesto a un giornalista che lavora per il servizio pubblico è, appunto, quello di non avere tessere”.

E voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con la proposta avanzata da Butti?

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