Michele Santoro, l’ennesima pagina di giornalismo televisivo. Attacchi a Pd, IdV, Rai, Berlusconi e giornali. “Se volete che resti, chiedetemelo”

21/05/2010 di Massimo Galanto

Attacca Silvio Berlusconi, il Pd e l’IdV. Polemizza con i direttori de “Il Corriere della sera”, “Repubblica” e “La Stampa” ai quali chiede se avrebbe avuto il coraggio di mandare in onda Patrizia D’Addario nonostante la diffida della Rai a dieci minuti dall’inizio della diretta. Ironizza su Bruno Vespa che “ci fa lezioni di morale, lui che viene pagato come l’ultimo premio oscar per fare un programma in crisi” e su “quei miserabili del Pd che hanno detto che mi sono venduto a Berlusconi” con i quali “non vale la pena nemmeno prendersi un caffè”. Tira in ballo il presidente della commissione parlamentare della Rai Sergio Zavoli ed il segretario del Pd Pierluigi Bersani. E definisce un’offesa la frase dell’amico Curzio Maltese “Santoro si è arreso a Berlusconi”. Lui, che non è né stanco né provato non si è “mai arreso a nessuno e nemmeno all’indifferenza di “Repubblica” verso i problemi della libertà del giornalista televisivo”.

Michele Santoro scrive l’ennesima pagina di giornalismo televisivo italiano nell’anteprima della puntata di Annozero dedicata agli scandali della pedofilia nella Chiesa, rispondendo a quelle che definisce “denigrazioni ipocrite” (le dichiarazioni sulla liquidazione milionaria del giornalista). Ripercorre la vicenda giudiziaria iniziata dopo l’editto bulgaro del 2002. Ricorda che Annozero è in onda esclusivamente perché un giudice, non solo uno in realtà, lo ha imposto alla Rai. E ancora oggi, a otto anni dall’epurazione di Santoro (e di Biagi e Luttazzi), i partiti, di destra e di sinistra,e ripete due volte “sinistra”, contestano la sentenza di quei giudici, ricorrendo in Cassazione.

Santoro si rivolge ai dirigenti e ai vertici della Rai, ma soprattutto ai membri di opposizione del Cda dell’azienda: “L’accordo è ancora lì; se volete che resti, chiedetemelo. Basta una sola parola”.
Ed è tutto qui il senso dell’invettiva del conduttore di Annozero: la sua liquidazione viene giudicata immorale sia dalla Rai sia dai politici (che è la stessa cosa). Quella Rai e quei politici che non hanno mai dimostrato con i fatti di volere Santoro ed il suo giornalismo libero. Che non lo hanno riportato in onda. E che, da quando è tornato su Radiodue, lo sfidano a colpi di ricorsi e di appelli in tribunale e di multe tramite quella parodia di Autorità Garante quale l’Agcom. Ora costoro cosa vogliono? Intendono decidere come e quando Santoro debba impostare la propria carriera televisiva? E loro, la Rai e i politici, pronunciano la parola immorale?

Santoro parla per circa 17 minuti. Le luci in studio sono basse. La sua orazione è esaltante. Il suo linguaggio, come sempre, è diretto. Chiaro. Dichiara di voler tornare a respirare fuori dalla cappa della Rai quell’aria che ha assaporato qualche settimana fa a Bologna in occasione di Raiperunanotte. In quei 17 minuti il conduttore di Samarcanda e de Il raggio Verde dimostra di essere ancora un lottatore. Non cade nella demagogia, ma riesce a coinvolgere il demos. Cita addirittura Morgan e Aldo Busi, epurati dai vertici Rai. La grinta c’è tutta nelle sue parole. Assieme alla passione fervente. Si rivolge spesso al suo pubblico, l’unico da cui può accettare anche insulti.

Quando scriviamo, i dati auditel non sono ancora disponibili, ma i primi venti minuti di trasmissione avranno toccato certamente vette altissime in termini di share. Probabilmente sarà record di ascolti stagionale, se non assoluto. Il suo pubblico, lo ha aspettato e lo ha ascoltato. In gran parte, Santoro ha convinto il pubblico, il suo pubblico. Ha ribaltato una situazione insidiosa, di crescente nervosismo che tra i suoi sostenitori stava accrescendo nelle ultime ore. Un capovolgimento da fuoriclasse.

Michele Santoro, l’ultimo dei giornalisti televisivi ribelli ed indipendenti, chiude così il suo intervento: “Annozero deve essere considerato la perla del servizio pubblico”. Altrimenti, ”se mi considerate un estraneo, arrivederci e grazie. Trenta anni di battaglie non possono essere cancellati da un contratto”.

P.s. Mentre Santoro con il suo intervento ha demolito il sistema Rai, grazie agli ascolti (presumibilmente) alti dell’ultima puntata di Annozero, la stessa Rai guadagnerà ancora una volta fior fiori di quattrini.

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