Mauro CoruzzI, le assurdità contro la comunità LGBT: “Matrimonio? Non c’è bisogno, insopportabile vittimismo”

06/07/2020 di Valentina Gambino

Mauro Coruzzi in arte Platinette

Mauro Coruzzi, in arte Platinette, intervistato tra le pagine del quotidiano La Verità, ha sparato a zero contro la comunità omosessuale confermandosi, ancora una volta, il nostro nemico numero uno (la cosa è di una tristezza inaudita). “I gay che bisogno hanno del matrimonio, quando i rapporti omosessuali sono poliamorosi?”, si è domandato.

Mauro Coruzzi e le assurdità contro di diritti della comunità LGBT

Chiediamoci se vogliamo l’abbattimento dei generi o se ne vogliamo la codifica in più sfumature possibili dell’arcobaleno, che è una puttan*ta colossale. In realtà non siamo capaci di rapportarci con gli altri, in quanto individui, ma solo con i gruppi di appartenenza, di corporazioni. Io sono per la singolarità, vorrei una legge per l’individuo e non ho alcun interesse a formalizzare una famiglia arcobaleno.

Mi annoia l’idea di dover limitare ancora una volta l’ironia, il linguaggio non convenzionale. Se dico a una persona ‘sei proprio una finocchia persa’, che cosa c’è che non va? Ci sono famiglie orrende, nuclei familiari imbarazzanti ma perché non si può fare il family day se altri sfilano nel gay pride? E non sopporto il vittimismo, il piagnisteo continuo degli Lgbt. Quello che mi fa davvero paura della lobby omosessuale è un Rocco Casalino nel ruolo di suggeritore a colui che recita la parte del presidente del Consiglio. La politica come facciata e dietro il nulla. Non so se il premier Conte si rende conto dell’umiliazione.

Non pago, Mauro Coruzzi in arte Platinette, ha parlato anche di stepchild adoption:

Nelle coppie dello stesso sesso che si sono sposate, e ne conosco tante, non vedo l’esigenza di diventare genitori. Sembra più un mantra, implacabile, solo delle persone famose e benestanti. Credo che il fallimento delle unioni civili sia dovuto in buona parte al poco interesse che gli omosessuali, più di altri, avvertono per il mantenimento di un contratto scritto. Che bisogno hanno del matrimonio, quando i rapporti omosessuali sono poliamorosi?

Già in passato Coruzzi, così come riporta Gay.it:

Aveva già detto di no a GPA e stepchild adoption, si era lamentata per l’eccessiva presenza di personaggi LGBT in film e serie tv, aveva definito gli omosessuali “anche troppo visibili”, le famiglie gay come “pure egoismo” e “puro orrore” la normalizzazione dell’omosessualità, fino all’attacco nei confronti delle unioni civili, a suo dire ‘un obbrobrio‘.

Noi ci sentiamo di replicare alle assurdità di Platinette, con un pensiero – sempre attuale – di Immanuel Casto:

Non stupiscono le parole di Platinette che torna a denigrare le unioni civili e a lamentare la “troppa visibilità” data agli omosessuali. C’è un patto implicito tra la televisione generalista e la vecchia guardia omosessuale, di cui Platinette è uno dei simboli. Un patto che garantisce (solo a loro) visibilità e remunerazione, in cambio dell’aderenza al rassicurante stereotipo del fenomeno da baraccone. Clown da deridere e da far esibire all’occorrenza, per poter dire “avete sentito?! Anche lui dice che non esiste la discriminazione. E se lo dice un gay…”. Fa sempre male vedere qualcuno che, confondendo l’attenzione altrui con l’amore, finisce per rinunciare all’amore per se stesso.

Blogger e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

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