Ma perché la gente si lamenta della volgarità in TV? Ieri sera Micheal Cimino e Hayao Miyazaki sono stati schiacciati dal Grande Fratello. Evidentemente non siamo così puristi

29/12/2009 di Valeria Panzeri

Oggi, per pura e semplice curiosità, sono andata a guardare i dati Auditel riguardanti la serata di ieri in quanto c’era qualcosa che proprio non mi quadrava.

Facciamo un passo indietro: Blog Tivvù ha recentemente intervistato un campione eterogeneo di persone in giro per compere natalizie. Abbiamo fatto diverse domande e ricevuto svariate risposte; soltanto su un punto erano tutti concordi, e quando dico tutti intendo tutti, il Grande Fratello è l’abominio della nostra società.
Non c’è stata una sola persona che abbia asserito di guardarlo, non solo, il noto reality veniva apostrofato con sinonimi quasi mefistofelici.
“Questa tv è superficiale e volgare”, ditemi voi quante volte avete sentito questa frase? Tante, ne sono certa.

A fronte di ciò c’è un enigma che proprio non mi spiego, prescindendo che non ho alcun interesse nel difendere né i film che citerò, né il Gf, com’è possibile che i dati Auditel raccontino una verità inversa?

Ieri sera il palinsesto offriva su Canale 5 la casa della perdizione, su La7 lo splendido capolavoro di Micheal Cimino I cancelli del cielo film considerato di raro pregio artistico ma anche coinvolgente (per intenderci non erano gli esperimenti sul montaggio sovietico dei primi del Novecento) mentre RaiTre ha sfoderato Il Castello errante di Howl, partorito dall’indiscutibile genialità di Hayao Miyazaki: un grandissimo cineasta, spesso premiato anche, e non solo, a Venezia, regista e creatore di film animati ricchi di sfaccettature complesse e stilizzazioni visive al limite della perfezione.
Ebbene, i miei perfidi sospetti hanno trovato conferma: il Grande Fratello ha avuto il solito share da capogiro, Micheal Cimino forse è restato acceso per caso mentre in un’altra stanza si cucinava lo zampone e l’errante castello di Miyazaki ha riscosso il successo che riscuoterebbe Leone Di Lernia se sostituisse Roberto Bolle ne “Lo schiaccianoci”.

Perché? Io penso che la televisione possa offrire cultura, satira, bellezza e orrore. Perché mentire per il gusto di fare i radical chic, perché negare un’evidenza? I palinsesti puntano su certe cose perché la gente le guarda! Non è che se per svagarsi ci si concede a programmi di bassissimo spessore culturale automaticamente si diventa caproni.

Evidentemente ammetterlo è considerata un’onta troppo grave… continuo a non capire perché, tanto è il segreto di Pulcinella. Ed è sempre la solita vecchia storia: “Nega, datti un tono in piazza, poi, nel segreto della tua dimora, potrai pure peccare”.

E’ arrivato il momento di fare outing, so che è difficile, ma si può uscire allo scoperto. Basta con i radical chic e gli pseudo intellettuali, largo all’intelligenza di non nascondersi dietro un dito.

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