L’ultimo Papa Re, stasera e domani su RaiUno la mini serie con Gigi Proietti – FOTO

08/04/2013 di Emanuela Longo

Andrà in onda nella prima serata di oggi e domani, su RaiUno, la miniserie in due puntate dal titolo L’Ultimo Papa Re, diretta da Luca Manfredi, figlio del grande Nino che nel 1977 fu protagonista della pellicola di Luigi Magni, In nome del Papa re, alla quale la fiction è ispirata. Protagonista della serie, nei panni di monsignor Colombo, è Gigi Proietti, che torna a far rivivere questo interessante personaggio a distanza di 36 anni. La mini serie, narra la storia di Pio IX, ultimo sovrano dello Stato Pontificio e per tale ragione ricordato come l’Ultimo Papa Re, per l’appunto.

Ci troviamo nella Roma del 1867 quando iniziano a sentirsi i primi fermenti patriottici in Italia; ancora però, domina il grande potere dell’aristocrazia romana e del clero. Protagonista della serie, Monsignor Colombo, uomo corretto e di vedute liberali, ma pur sempre temuto reggente della polizia papalina, che si trova ad indagare su un attentato che scuote l’intera città e non solo. Colombo, scoprirà non solo di avere un figlio di cui ignorava fino a quel momento l’esistenza, avuto da una fugace relazione da giovane con una nobildonna romana, ma anche di essere padre di un patriota “bombarolo”.

La serie vanta un cast di primo livello; oltre a Proietti, Sandra Ceccarelli indossa i panni della Contessa Flaminia Ricci, Arnaldo Ninchi lo troveremo nel ruolo di Papa Pio IX e Lino Toffolo in quello di Serafino, il perpetuo di Monsignor Colombo. Le riprese sono avvenute tra Roma, Frascati, Nepi, Rota e Belgrado, dove è stato ricostruito il quartiere della Roma del 1870. Cura le musiche il Maestro Nicola Piovani.

Intervistato dal settimanale Tv, Sorrisi e Canzoni, Gigi Proietti ha commentato: “Mi è ancora un po’ difficile parlarne. Non mi era mai capitato di concentrarmi così intensamente su un ruolo, è una cosa a cui tengo molto”.

L’intera serie, come ha confermato Proietti, può essere definita come una sorta di omaggio a Manfredi e a Magni. Ovviamente, tra la pellicola del ’77 e la fiction esistono diverse differenze: intanto, la durata, poiché la fiction dura ovviamente il doppio rispetto al film di Magni, prendendo in esame anche storie secondarie trascurate nella pellicola. Il protagonista, trova però delle analogie con l’attuale situazione: “Era un periodo storico di grandi cambiamenti, un po’ come quello che viviamo oggi. Magari il nostro non è così epocale ma di certo l’elezione di Papa Francesco dà il segno di un cambiamento importante”.

Classe 1984, nata a Lecce. Blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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