Le Iene, sotto accusa per un servizio falso. Luigi Pelazza si difende: “Non erano degli attori”

13/10/2010 di Laura Errico

Luigi Pelazza

In quattordici anni hanno svelato truffe, hanno trattato argomenti di attualità, hanno portato alla luce tante ingiustizie e hanno provocato vip e politici.

Adesso a finire sotto accusa è lo stesso programma, Le Iene Show, e più precisamente uno dei suoi più famosi inviati, ossia Luigi Pelazza. Quest’ultimo è stato incolpato di aver realizzato un falso reportage, pagando degli attori per fingere di essere dei criminali.

Torniamo indietro di qualche giorno. Mercoledì 29 settembre è stato trasmesso un servizio, realizzato dallo stesso Pelazza, sulla criminalità in Perù, dove vi sono delle bande efferate, che agiscono incontrastate, senza che la polizia possa fare nulla. Nel video mandato in onda Luigi Pelazza intervista alcuni appartenenti ad una di queste bande. Tuttavia costoro, in un secondo momento, hanno asserito di essere stati pagati per inventare tutto quello che hanno raccontato.

La iena difende il suo lavoro, garantendo che non si tratta di un servizio finto.

Se fosse stato tutto falso, con persone pagate da me, perché mai avrei scelto di mandarle in video senza copertura? Ti pare che, se fossero stati tutti attori, li avrei fatti vedere a viso scoperto?,

ed aggiunge:

Non vai fino in Perù per raccontare falsità.

L’inviato è molto infastidito dalle accuse che gli sono state rivolte.

Mi dà fastidio che la gente non valuti quello che vede, ma ci caschi e vada dietro a queste cose. Se mi avessero accusato di aver raccontato solo il lato negativo del Perù avrei accettato, ma che mi dicano il falso proprio no.

Poi attacca la polizia peruviana.

Durante il nostro servizio la banda che abbiamo intervistato ha dichiarato che nel suo quartiere la polizia non entrava. Questo può aver dato parecchio fastidio.

Infine afferma che dimostrerà che i criminali che hanno parlato nel suo serivizio non sono attori.

Manderemo in onda un servizio in cui dimostreremo la verità, ovvero che i presunti “attori” sono dei criminali con precedenti penali.

Fonte: Il secolo XIX

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