Le Iene, Giulio Golia parla degli abusi sessuali nella Chiesa e dei passi in avanti per la cura della sclerosi multipla e della CCSVI

21/10/2010 di Laura Errico

Giulio Golia è ritornato sul tema della sclerosi multipla e della CCSVI. Già ne aveva parlato in altri due servizi mandati in onda nelle puntate precedenti de Le Iene (clicca qui per avere maggiori informazioni sul primo servizio e sul secondo).

Riassumiamo brevemente: la CCSVI è una patologia scoperta dal professore Zamboni, che causa la chiusura delle vene giugulari. Tale malattia è una delle cause che provoca la Sclerosi multipla. Il professore Zamboni ha anche scoperto il modo di curare la patologia: è necessario operare per liberare le vene occluse. Tuttavia, sebbene la scoperta sia stata fatta da un italiano, nel nostro paese è molto difficile essere operati, perchè ci sono tempi di attesa lunghissimi, in quanto sono pochissimi i medici che effettuano questo tipo di intervento.

Nel servizio andato in onda ieri sera Giulio Golia ha letto le dichiarazioni del professore Zangrillo all’ANSA: il professore riconosce la CCSVI come patologia ed afferma che il metodo da usare per curare la malattia è quello scoperto dal professore Zamboni. Dunque dopo mesi e mesi di ritardo dell’Italia nella cura di queste patologie le cose iniziamo a muoversi. Infatti la iena ha accompagnato anche un uomo, Sandro, a sottoporsi all’operazione per liberare le sue vene occluse.

Inoltre ha intervistato un medico contrario al metodo Zamboni e uno favorevole. Il primo, il professore Giancarlo Comi, ha dichiarato che la CCSVI non è la causa prima della sclerosi multipla e, dopo che l’inviato gli ha fatto notare che in ogni caso è una patologia e quindi va comunque curata, ha asserito che non è necessario liberare le vene occluse. Il professore Vittorio Iaccarino è invece favorevole ed ha iniziato una sperimentazione su 200 persone per mettere inpratica il metodo Zamboni.

Giulio Golia ha nuovamente trattato, nella puntata di ieri sera della trasmissione condotta da Ilary Blasi, Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri, un altro tema altrettanto importante, ossia degli abusi sessuli compiuti dai preti. L’inviato ha rincontrato una ragazza che, nell’edizione scorsa del programma, aveva rivelato di aver subito all’età di 14 anni delle molestie sessuali da parte di un prete che aveva, al momento dei fatti, 70 anni. La vittima ha raccontato che nei mesi che sono passati dal primo incontro con la iena ha denunciato alle forze dell’ordine il prete molestatore. Dapprima lo aveva segnalato soltanto al vescovo della diocesi in cui operava il parroco, ma il vescovo le aveva proposto di fare soltanto una “denuncia interna”, cioè la ragazza non avrebbe dovuto rivelare nulla ai carabinieri e il prete non sarebbe stato soggetto alla legge. La ragazza ha, invece, deciso di denunciare ai carabinieri, perchè “la chiesa deve occuparsi delle anime mentre la legge deve frenare queste persone” ed anche “per liberarmi dai miei fantasmi e per evitare che altre ragazze subiscano quello che ho subito io”.

Giulio Golia ha intervistato anche l’avvocato della vittima, Franco De Iaco, il quale ha detto che le indagini sono ancora in corso. Ha anche affermato che le vittime dei preti molestatori raramente denunciano e ha, infine, consigliato a tutte le ragazze che hanno subito e/o che subiscono violenze sessuali di denunciare all’autorità pubblica e non alla Chiesa.

COMMENTI