Le famiglie pro-vita, rifiutate da Fazio, imperversano sulle altre reti; stasera a Porta a Porta

01/12/2010 di Simone Morano

Max Tresoldi

La campagna promossa da Avvenire a favore delle associazioni, dei comitati e delle famiglie pro-vita un primo effetto lo ha avuto. Dopo la puntata del 15 novembre di Vieni via con me, che ospitava Beppino Englaro e Mina Welby, il quotidiano della Cei si era ribellato al modo in cui il tema dell’eutanasia era stato trattato: aveva richiesto con insistenza che Fazio e Saviano ospitassero i comitati pro-vita per replicare, ma la richiesta era stata rifiutata. Le storie dei malati e delle loro famiglie, però, sono state accolte da altre trasmissioni.

Lunedì sera, Retequattro con Viaggio a… ha raccontato la storia di Max Tresoldi, giovane di Carugate la cui vita è cambiata dopo un incidente stradale, uno stato vegetativo durato dieci anni e il miracolo del risveglio. Lo stesso Max era intervenuto domenica in A sua immagine: al programma di Raiuno ha preso parte anche Mario Melazzini, presidente dell’Aisla (asspociazione nazionale che riunisce i malati di Sla) che ha sottolineato di sentirsi “offeso e ferito, perché la malattia non dovrebbe essere un fattore di discriminazione”. Ancora, all’Arena di Domenica In è intervenuto lo stesso Melazzini in compagnia del direttore di Avvenire Marco Tarquinio, che è stato ospite, lunedì, anche di Mattino Cinque.

Questa sera, invece, toccherà a Porta a porta, con Bruno Vespa. La redazione della trasmissione ha reso noto che ha preparato una puntata interamente dedicata alle storie dei malati e della loro famiglie, senza lasciare spazi a commenti di politici o “esterni”. Da segnalare, infine, la trasmissione in sei puntate che, sempre per Raiuno, sta organizzando Vittorio Sgarbi, dove, ha fatto sapere il critico d’arte e sindaco di Salemi, “i testimoni della vita potranno parlare quanto vogliono, a differenza di quanto accaduto nella trasmissione di Fazio”.

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