L’Antipatico, la strana scelta della Rai

29/12/2009 di Davide Longo

Fa stupore l’ingresso sulla scena televisiva di Maurizio Belpietro, il noto direttore di Libero, con un passato trascorso a Panorama e a Il Giornale. Alcune domande sorgono spontanee, in modo facile e repentino, se si pensa all’ascesa in tv di questo personaggio.

Innanzi tutto, la trasmissione L’Antipatico, già condotta da Belpietro su Canale5 e Rete4, si è rivelata un flop pazzesco, tanto da venire chiusa dopo poco tempo poiché registrava un indice bassissimo di ascolti televisivi.
Qual è dunque per la Rai il vantaggio di assumere questo giornalista per condurre una trasmissione che ha avuto nel 2005 uno degli share più bassi tra i programmi di approfondimento giornalistico? Nessuno. Inoltre, quale vantaggio trarrebbe Belpietro a spostarsi dalla sicura direzione di uno dei giornali più venduti in Italia a un’incerta conduzione di un programma già dimostratosi fallimentare? Nessuno. Che ci sia lo zampino del governo, proprietario delle tre reti della Rai, per ottenere un’informazione che contrasti le voci fuori dal coro di Travaglio e Santoro?
Sarebbe grave, la stampa filo-governativa esiste nelle dittature come Cuba o Iran, non in una normale democrazia. In ogni caso il programma si farà, e a detta di molti fungerà da Anti-Santoro, o meglio Anti-Annozero. Certo che è strano che un programma debba essere in netta contrapposizione nei confronti di un’altra trasmissione che invece si pone al servizio dei telespettatori garantendo un’informazione chiara, plurale e democratica.

Infine desta perplessità la composizione (ancora non ufficiale) della redazione di questo nuovo programma: Filippo Facci, reduce del Giornale di proprietà della famiglia Berlusconi; Pietrangelo Buttafuoco, giornalista di Panorama, gestito dal gruppo Mondadori; infine si parla di interventi di Feltri (direttore de Il Giornale) e Alfonso Signorini (Chi, anch’esso gestito dalla Mondadori).

Informazione plurale? A voi il giudizio.

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