Kobe Bryant, foto dell’incidente non autorizzate: moglie Vanessa denuncia

09/05/2020 di Emanuela Longo

Kobe Bryant e Vanessa

Recentemente è stato il compleanno di Vanessa Bryant, vedova di Kobe Bryant, il cestista morto lo scorso gennaio insieme alla figlia Gianna Maria ed ad altre persone che si trovano a bordo dell’elicottero privato sul quale viaggiavano. Quello è stato per la vedova Bryant il primo compleanno senza l’amore della sua vita che però ha fatto comunque sentire la sua presenza con un toccante “regalo”, una busta contenente qualcosa di speciale per lei (Clicca qui per approfondire). Adesso si torna a parlare di Vanessa Bryant per via di una denuncia che ha deciso di fare dopo la morte del marito e della figlia.

Kobe Bryant, foto dell’incidente non autorizzate: arriva la denuncia

Vanessa Bryant ha annunciato di aver sporto una denuncia per le foto non autorizzate scattate sulla scena del drammatico incidente nel quale hanno perso la vita, tra gli altri, anche il marito Kobe e la figlia Gianna. Le foto sarebbero state scattate da alcuni membri del Dipartimento dello sceriffo di Los Angeles senza però l’autorizzazione a diffonderle. In un documento di cui sarebbe entrato in possesso il tabloid People, si legge che la richiesta di danni sarebbe stata avanzata per stress emotivo ed angoscia mentale.

La vedova di Kobe Bryant avrebbe chiesto in modo esplicito il rispetto della privacy della sua famiglia, aspetto mai di fatto rispettato. Nel documento si legge:

Non meno di otto vice sceriffi erano sulla scena scattando foto alle vittime, ai parenti e a chi era sul posto. Come il Dipartimento avrebbe ammesso successivamente, non vi era alcuno scopo investigativo perché quelle persone scattassero foto sul luogo dell’incidente. Si evince, quindi, che i vice sceriffi abbiano scattato foto per propri scopi personali.

Solo il coroner e gli ispettori del National Transportation Safety Board – agenzia investigativa governativa – erano autorizzati a scattare quelle foto, come dichiarato dal sindaco Alex Villanueva:

Questi sono gli unici due gruppi di persone che erano autorizzate, tutti coloro che non ne facessero parte non lo erano e quelle foto non erano consentite.

Un portavoce della famiglia Bryant ha aggiunto:

Questa denuncia serve esclusivamente a proteggere le vittime e a far sì che nessuno abbia più a che fare con questo tipo di comportamento, in futuro. Quando una famiglia soffre la perdita di persone amate, hanno il diritto di aspettarsi che saranno trattati con dignità e rispetto.

Classe 1984, nata a Lecce. Blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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