Italia’s Got Talent. Simone Annichiarico: “la tv negli ultimi 30 anni non ha avuto molto a che spartire con il talento”

15/04/2010 di Emanuela Longo

Lo scorso 12 aprile, per la sua seconda volta, ha debuttato il talent Italia’s Got Talent, su Canale 5, che vede esibirsi sul grande palco aspiranti talenti provenienti da tutto lo Stivale, pronti ad cimentarsi nelle più svariate prove.
Come sappiamo, a giudicare ogni performance, c’è una grande giuria composta da tre volti noti del piccolo schermo, che di talenti o aspiranti tali ne hanno visti davvero tanti nel corso della loro esperienza professionale: Maria De Filippi, Gerry Scotti e Rudy Zerbi.

La novità di questo inizio ufficiale del programma, la cui puntata pilota era andata in onda nel periodo delle festività natalizie con enorme riscontro, è stata la presenza, al fianco del giovane Simone Annichiarico, figlio del celebre Walter Chiari, di Geppi Cucciari. Una squadra vincente che ha saputo raccogliere, anche nella sua prima puntata, un gran numero di pubblico davanti al piccolo schermo.

A cimentarsi, come dicevamo, aspiranti talenti da tutta Italia e di tutte le età, nonostante lo stesso Annichiarico, sulle pagine del settimanale Diva e Donna, abbia specificato che tutti loro, fino al momento dell’esibizione, non sanno esattamente cosa aspettarsi e, dunque, tra i vari protagonisti che saliranno sul palcoscenico, potrebbero celarsi anche “impostori” o “disperati”.
Sullo stesso settimanale, nel corso di un’intervista, Simone ci svela ciò che pensa del magico mondo della televisione di oggi, rimarcando le grandi differenze rispetto a quello che vedevamo 30 anni fa, e sottolineando anche una sorta di crisi, quasi un virus, che in qualche modo sembra aver infestato non solo la televisione, ma anche il cinema e la musica italiana, una crisi che si concretizza, nello specifico, in una forte crisi autoriale.

In questi ultimi trent’anni la tv non ha avuto molto a che spartire con il talento.

Ma come c’è finito in tv il giovane Annichiarico, proprio lui, amante del cinema di qualità e della buona musica?
Una vera risposta non ce la dà, ma anzi lascia trapelare tutto il suo essere “nomade”, in parte come suo padre. Nessun programma, dunque. Niente di premeditato, ma solo la fortuna e la facoltà di saper scegliere persone o progetti che lo possano realmente interessargli. E non si può certo dire che lo show che sta portando egregiamente avanti, Italia’s Got Talent, non lo abbia colpito.
In merito, Simone afferma:

Non avrei mai accettato di fare un programma con questa visibilità, se non fossi rimasto colpito dalle persone che ho incontrato. Maria De Filippi è di una grande gentilezza con me. È una che, la sua tv ti può piacere o no, ma ha la testa televisiva. Gerry Scotti non avrebbe sfigurato anche nella tv di 30 anni fa, quella dove tutto era perfetto, dove il bianco nero faceva sembrare gli studi enormi e l’orchestra della Rai, quasi, la Filarmonica di Berlino. Gerry ha la voce giusta, è buono, non urla. Io mi sono rotto le scatole di quelli che urlano in tv. A me interessano cose, persone vere, non costruite.

Classe 1984, nata a Lecce. Blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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