I migliori anni, Marco Masini: “Non riesco ancora a sorridere dell’etichetta di menagramo che mi attribuirono”

23/03/2013 di Valentina Gambino

Questa sera, a partire dalle 21.10 andrà in onda l’ultima puntata de I migliori anni, il programma condotto da Carlo Conti con la partecipazione di Nino Frassica. Durante il corso della puntata otto cantanti si sfidano tra loro in una sorta di Canzonissima dei giorni nostri, per l’esattezza, ogni sabato salgono sul palco: Luca Barbarossa, Karima, Marco Masini, Povia, Alexia, Mietta, Enrico Ruggeri e Paola&Chiara. Gli artisti ogni sabato si sono esibiti con una cover da loro scelta e, uno alla volta anche con un proprio inedito.

Marco Masini è indiscutibilmente il papabile vincitore di questa nuova formula del programma, questo non credo sia il caso di nasconderlo o altro, in quanto si presenta come qualcosa di abbastanza palese e questa sera si esibirà con una delle sue canzoni più belle: Ci vorrebbe il mare. “Ho realizzato tutti i miei sogni”, afferma il cantautore toscano tra le pagine di Visto, ed aggiunge: “Questo mi permette di continuare ad averne. Come quando mi attribuirono l’etichetta di menagramo: non riesco ancora a sorriderne”.

Durante l’intervista Marco confessa di conoscere Carlo Conti da trentadue anni, e, questa nuova avventura per lui è davvero una novità assoluta: “Lavorare in televisione mi mette nella condizione di fare una virata rispetto ai ventitré anni di carriera musicale che ho alle spalle, e, al tempo stesso, mi sta permettendo di riaccendere le luci della popolarità facendomi conoscere in una veste nuova”.

Durante il corso dell’interessante intervista Marco, racconta anche del momento più brutto che ha vissuto nonostante una vita fatta di successi, quella brutta parentesi da dimenticare:

Lo sanno tutti che ho avuto seri problemi perché qualcuno mi aveva etichettato, come già era successo a Mia Martini. E’ accaduto in passato, ma oggi non riesco a sorriderne: nell’ambiente continua ad accadere che ci sia qualcuno additato come porta sfortuna, e ora ci sono altre vittime. Purtroppo l’ignoranza della gente non si combatte provando a convincere le persone che le superstizioni, di qualsiasi natura, sono inutili. La vita non è fatta di fortuna o sfortuna. Io sono ateo, ma non credo che la religione sia inutile, tutt’altro. La fede serve a farsi coraggio nei momenti difficili. La superstizione a che serve? Non serve.

Blogger e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

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