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Siracusa Pride, bufera su Heather Parisi: Stonewall e Agedo si dissociano e chiedono di revocare la madrina
Valentina Gambino 05/07/2026
La nomina di Heather Parisi come madrina del Siracusa Pride 2026 ha acceso una forte polemica all’interno dello stesso comitato organizzatore.
La scelta di Heather Parisi come madrina del Siracusa Pride 2026 continua ad alimentare un acceso dibattito online. Quella che inizialmente sembrava una semplice decisione artistica si è trasformata in uno scontro politico interno allo stesso comitato organizzatore, con due delle associazioni promotrici che hanno preso pubblicamente le distanze dalla nomina, definendola incompatibile con i valori della manifestazione.
L’edizione del Pride è in programma sabato 18 luglio, con corteo in partenza da piazza Euripide e uno spettacolo finale.

Siracusa Pride, bufera su Heather Parisi: Stonewall e Agedo si dissociano e chiedono di revocare la madrina
Ad annunciare la presenza di Heather Parisi è stato il direttore artistico Diego Di Flora, che ha spiegato di aver fortemente voluto la showgirl come madrina dell’edizione 2026.
Di Flora ha descritto Parisi come una delle grandi icone dello spettacolo italiano, sostenendo che la scelta sia stata compiuta “al di là delle opinioni e delle polemiche” che spesso accompagnano i personaggi pubblici. L’annuncio, però, ha immediatamente suscitato perplessità all’interno della comunità LGBTQIA+, proprio per alcune posizioni espresse negli ultimi anni dalla showgirl sul tema delle persone trans.
Le polemiche sulle posizioni di Heather Parisi
Le contestazioni fanno riferimento soprattutto al 2022, quando Gay.it documentò una serie di “like” e retweet condivisi da Heather Parisi contro due figure simbolo della comunità trans negli Stati Uniti: Rachel Levine, allora sottosegretaria alla Sanità americana, e Lia Thomas, nuotatrice trans della NCAA.
Tra i contenuti rilanciati dalla showgirl comparivano post che definivano entrambe “uomini”, altri che rilanciavano le posizioni di Caitlyn Jenner contro la partecipazione delle atlete trans alle competizioni femminili e messaggi ironici che accostavano immagini precedenti alla transizione.
Interpellata all’epoca da Gay.it, Parisi respinse le accuse di transfobia, rivendicando il proprio storico rapporto con la comunità LGBTQIA+ e sostenendo di opporsi esclusivamente, “per ragioni di equità”, alla partecipazione delle atlete trans nello sport femminile.
Nella lettera inviata alla testata scriveva inoltre che una persona trans “non diventa automaticamente donna” solo perché si identifica come tale, una dichiarazione che aveva già allora suscitato numerose critiche da parte delle associazioni LGBTQIA+.
L’intervento del MIT: “Chi ha deciso questa scelta?”
Tra le prime voci a contestare la nomina è stata Roberta Parigiani, esponente del MIT – Movimento Identità Trans, che attraverso i social ha espresso il proprio sconcerto.
Parigiani si è chiesta chi abbia assunto la decisione e se fosse pienamente consapevole delle posizioni espresse da Heather Parisi negli anni precedenti.
Secondo l’attivista, la showgirl avrebbe sostenuto tesi molto vicine a quelle dell’ex senatore Simone Pillon sul tema delle atlete trans, ricordando anche alcune dichiarazioni pubbliche come: “Non ho nulla contro le trans, ma rispettate le donne”.
Nel suo intervento, Parigiani ha criticato quella che considera una contraddizione politica:
“Parliamo tanto di Pride politico e magari citiamo sul palco Sylvia Rivera e Marsha P. Johnson: ma poi invitiamo come madrina Heather Parisi. Tutto apposto?”
Parigiani ha inoltre aperto una riflessione sul ruolo delle persone trans all’interno del movimento LGBTQIA+, chiedendosi se esista ancora uno spazio realmente inclusivo oppure se sia necessario costruire nuove alleanze maggiormente attente alle loro istanze.
Stonewall GLBT+ e Agedo Siracusa prendono le distanze
La polemica ha assunto un peso ancora maggiore il 4 luglio, quando Stonewall GLBT+ Siracusa e Agedo Siracusa, entrambe parte del comitato organizzatore, hanno diffuso un comunicato congiunto intitolato “Non in nostro nome”.
Le due associazioni spiegano di non essere mai state coinvolte nella decisione:
“La scelta è stata assunta dal comitato organizzatore senza che le nostre associazioni ne fossero formalmente e preventivamente informate.”
Pur riconoscendo la carriera artistica della showgirl, precisano:
“Riconosciamo il suo percorso come showgirl, ballerina e cantante di grande rilievo. Tuttavia tale riconoscimento non può prescindere dalla coerenza con i principi politici e sociali che una manifestazione come il Pride rappresenta.”
Nel comunicato vengono richiamate alcune dichiarazioni di Heather Parisi, tra cui quella secondo cui “se hai un pene non diventi automaticamente donna perché lo hai deciso tu”, oltre al sostegno espresso nei confronti di Donald Trump, elementi ritenuti incompatibili con i valori del Pride.
Per questo motivo Stonewall GLBT+ e Agedo chiedono ufficialmente che la scelta venga revocata, riservandosi di valutare la permanenza all’interno del comitato organizzatore qualora non arrivasse un passo indietro.
Le associazioni precisano comunque che sarebbero disponibili a riconsiderare la propria posizione qualora Heather Parisi decidesse di chiarire o modificare pubblicamente le dichiarazioni contestate.
Il nuovo commento di Roberta Parigiani
Dopo la diffusione del comunicato delle due associazioni, Roberta Parigiani è tornata sulla vicenda con un nuovo intervento.
Secondo l’esponente del MIT, la conferma della showgirl rappresenterebbe un cambio di rotta politico:
“Apriamo la stagione dei Pride di destra. Come il Siracusa Pride, che anziché fare un passo indietro sulla madrina, ha convintamente confermato la scelta.”
Parigiani punta il dito anche contro il direttore artistico Diego Di Flora, definendolo vicino ai “gay conservatori”, e aggiunge:
“Mi dispiace per le persone che stimo di Siracusa. Ma il Siracusa Pride è esplicitamente un Pride di destra. Per decoro, sarebbe opportuno non nominare Sylvia Rivera, Marsha P. Johnson e Stonewall. E togliete la T: tanto vale formalizzarlo.”
Il comitato organizzatore resta diviso
Il Siracusa Pride è promosso da un ampio cartello di associazioni, tra cui Agedo Siracusa, Arci Siracusa, Arcigay Siracusa, Stonewall GLBT+ Siracusa, CGIL Siracusa, UIL Siracusa, Giosef Siracusa, REA – Rete Empowerment Attiva, Unione degli Studenti Siracusa e numerose altre realtà del territorio.
Alla luce della presa di posizione di Stonewall GLBT+ e Agedo, resta ora da capire se il resto del comitato deciderà di esprimersi sulla vicenda e se il direttore artistico Diego Di Flora interverrà nuovamente per chiarire la scelta che, a pochi giorni dalla manifestazione, continua a dividere il movimento LGBTQIA+ locale.
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