Grande successo per “Gli ultimi del Paradiso”, la fiction di RaiUno sulle morti bianche

26/01/2010 di Laura Errico

Grande successo ha ottenuto la fiction “Gli ultimi del Paradiso”, andata in onda domenica e lunedì in prima serata su RaiUno. La prima puntata è stata seguita da 5.067.000 spettatori, con uno share del 19.56%, mentre la seconda è stata vista da 5.784.000 utenti, con una percentuale di share pari al 20.65.

Il protagonista della storia è Mario, un camionista che ha stretto un rapporto d’amicizia molto profondo con tre suoi colleghi. Il padre di Mario, Federico, fa lo stesso lavoro del figlio e muore mentre è sul tir, a causa di un malore, dovuto agli orari troppo lunghi.
Le condizioni lavorative di Mario e dei suoi amici sono molto dure: fanno spesso doppi turni, non hanno tempo nemmeno per riposarsi, sono costretti a violare i limiti di velocità per consegnare in tempo la merce che trasportano e sono anche obbligati a svolgere mansioni non previste dal contratto.
Un giorno Vittorio, amico del protagonista, è vittima di un incidente, che lo fa finire in coma. Il datore di lavoro, Morelli, è apparentemente “pulito”, poiché l’uomo ha svolto una mansione non prevista dal contratto, ma che in realtà gli era stata ordinata dallo stesso Morelli. I compagni della vittima decidono di denunciare il loro datore di lavoro, ottenendo l’appoggio legale di Lorenzo, fratello di Mario.
Morelli fa fallire la ditta e così coloro che hanno denunciato perdono il lavoro. Quello che si ritrova nella peggiore situazione economica è Mario, che tradisce la consorte con la moglie di Vittorio. In compenso Vittorio si risveglia dal coma, ottenendo un risarcimento per i danni subiti, però è condannato a stare sulla sedia a rotelle.Le cose iniziano ad andare meglio quando i quattro amici prendono in gestione un distributore di benzina. Tuttavia il protagonista, divenuto ormai un piccolo imprenditore, decide di allargare la piccola impresa sempre di più, comportandosi come il suo ex datore di lavoro. Proprio questo atteggiamento di Mario condurrà al tragico epilogo: lo stesso protagonista morirà insieme ad altri due suoi colleghi.

Il cast è composto da Massimo Ghini (Mario), Elena Sofia Ricci (Carmen), Giuseppe Zeno (Vittorio); mentre la regia è di Luciano Manuzzi.

La fiction ha sicuramente il pregio di aver trattato un argomento molto delicato e di grande attualità: le morti bianche. Infatti in Italia muoiono tantissime persone ogni anno sul posto di lavoro e ciò è dovuto molto spesso al mancato rispetto delle norme di sicurezza.
Tuttavia la miniserie rappresenta in modo troppo sommario le dure condizioni di lavoro dei personaggi, soffermandosi su episodi narrativi superflui se non addirittura inutili: i tradimenti, l’amicizia tra Gregorio e Lorenzo, la storia d’amore di quest’ultimo con Sara. Le peggiori carenze si riscontrano nella sequenza del processo per l’ottenimento del risarcimento per Vittorio, la quale viene liquidata in pochissime scene e in modo troppo pacifico: basta l’intervento di Lorenzo per avere l’indennizzo. La realtà invece dimostra che in Italia i processi sono molto più lunghi e complicati.
Insomma si tratta di una fiction che si propone di rappresentare la situazione di molti lavoratori in Italia, che però si perde nelle solite vicende di tradimenti, amori, contrasti da parte dei genitori verso le relazioni dei figli.

Sebbene i suoi limiti, il telefilm deve far riflettere su quanto avviene quotidianamente in Italia e soprattutto deve far ricordare che il lavoro è un diritto e non deve assolutamente essere causa di morte!

COMMENTI