Franco Terlizzi fuori dal carcere: cosa ha deciso il gip sull’ex naufrago dell’Isola

09/09/2022 di Emanuela Longo

Franco Terlizzi

L’ex naufrago dell’Isola dei Famosi e personal trainer dei Vip, Franco Terlizzi, ha lasciato il carcere di Monza ed è attualmente ai domiciliari. L’uomo era stato arrestato nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta milanese che ha fatto scattare le manette a carico di Davide Flachi, figlio dello storico boss della ‘Ndrangheta, Pepè Flachi. 

Franco Terlizzi lascia il carcere

La gip di Monza, Silvia Pasini, secondo quanto riportato da Repubblica.it, ha accolto l’istanza presentata dalla difesa di Franco Terlizzi, finito in carcere con le accuse di associazione per delinquere finalizzata a frodi assicurative e intestazione fittizia di beni (perché sarebbe stato il presunto “prestanome” di Flachi gestendo la sua carrozzeria). 

Per Terlizzi, ha fatto sapere il giudice nell’ordinanza con la quale non ha convalidato il fermo, va considerato “lo stato di incensuratezza” ed il “suo mancato coinvolgimento”, dal momento che non ci sono accuse a suo carico sul punto, “nella ben più grave ed allarmante vicenda” emersa dall’inchiesta, ossia traffici di droga e armi ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso.

Nella giornata odierna la difesa di Franco Terlizzi aveva chiesto la scarcerazione. L’ex naufrago interrogato per rogatoria dal gip di Monza si è avvalso della facoltà di non rispondere ma si è detto pronto, nel corso del procedimento davanti ai pm di Milano, a chiarire tutto e a “combattere” per dimostrare la sua innocenza. 

Sempre Repubblica scrive:

Per il giudice, si legge nel provvedimento, è “indubitabile la sussistenza dei gravi indizi” a carico di Terlizzi, che gestiva come presunto prestanome la carrozzeria di Flachi, su alcune delle presunte truffe, con “ruolo attivo e primario”, alle assicurazioni attraverso finti incidenti d’auto, a cui avrebbe preso parte anche il figlio del boss. Sussiste, poi, per il gip a carico dell’ex pugile il pericolo di reiterazione del reato per la frequenza “quasi quotidiana” con cui venivano commessi i presunti raggiri.

Nonostante questo però, spiega il gip, non serve il carcere, ma bastano i domiciliari, anche perché i pm “non hanno elevato contestazioni” a Terlizzi sui fatti più gravi emersi nell’inchiesta come i reati aggravati dal metodo mafioso.

Classe 1984, nata a Lecce. Blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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