Franco Battiato al Chiambretti Night: ennesima lezione di stile dal più grande signore della musica

19/11/2009 di Valeria Panzeri

Mai definizione di un programma fu più azzeccata: Chiambretti Night solo per numeri uno. Franco Battiato, ieri sera, ha regalato all’Italia attimi di lucida analisi, polemica senza strilli, onestà senza offese. Battiato dovrebbe essere tutelato dall’UNESCO, il giorno in cui perderemo Battiato sarà come se venisse bruciata di nuovo la leggendaria Biblioteca d’Alessandria.

Il cantautore siculo spiega candidamente la propria posizione asserendo che la musica, a suo parere, non dovrebbe occuparsi di politica ma, questa volta, si è sentito di scendere in campo manifestando il proprio disappunto nei riguardi dei nostri statisti in quanto cittadino. Come ce lo racconta bene, quanta mitezza mista a fermezza, Chiambretti ha ragione quando sostiene che il cantante possieda una sorta di aura mistica. E’ come un oracolo: chiedi a Battiato e lui ti darà una risposta apparentemente incomprensibile ma saggia. Sprofondato in quella poltrona, dietro a quel naso che è metà del suo volto, Franco, da cittadino afferma:

Sono un cittadino che chiede resoconti.

Il presentatore gli chiede se segue X Factor, la risposta è

No, l’ho visti cinque, dieci minuti per il mio amico Morgan ma non ci andrei mai. Bisogna avere quell’amore per la competizione che io non ho, sono inadatto.

Ecco la meraviglia di un uomo che ha una prospettiva fuori dagli schemi; non critica ciò che pre-esiste, bensì valuta la propria affinità con quel determinato prodotto giungendo alla soluzione. Io sono inadatto. Non dice: quello è volgare, è trash ed io non ci vado perché sono impegnato.

Un uomo intelligente non si indigna per X Factor, bensì per il proprio Paese. Senza essere mai pesante né ridondante, senza mai dire “io”. Per ciò che concerne il resto parla chiaramente il testo della sua Inneres Auge, critica aspra e diretta al governo attuale.

Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c’è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?

Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce…
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

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