Fiorello: “Non scendo in politica, anche se Berlusconi mi ruba le battute”

11/05/2011 di Simone Morano

Fiorello

Finalmente un personaggio dello spettacolo che parla di politica, e si schiera. Parliamo di Fiorello, che parte da Adriano Celentano per un’analisi a tutto tondo della situazione italiana attuale. Lo showman siciliano, in un’intervista al settimanale Oggi, spiega:

Celentano non ha più voglia di fare uno spettacolo all’anno. Ha più tempo per leggere, sta nella sua villa di Galbiate, pensa, riflette, e decide di esprimere la propria opinione sul nucleare. Nel merito, comunque, ha ragione. Dopo quello che è successo in Giappone, io sto in ansia. Ci fosse solo anche una possibilità su mille di rischio, io avrei paura. Se il referendum si farà, andrò a votare.

Non che Fiorello abbia intenzione di scendere in campo in politica, comunque.

Fra un po’ i comici con un orientamento politico saranno in numero maggiore rispetto a quelli che non ce l’hanno. Io voglio far ridere tutti, o almeno voglio provarci. Massacro tutti, a sinistra e a destra. Non è qualunquismo. Nel 2008 invitai le persone a non andare a votare nel caso in cui il problema dei rifiuti di Napoli non fosse stato risolto. Su Berlusconi ne ho sempre dette di tutti i colori. E poi mi frega pure le battute. Ho sentito che ha raccontato la barzelletta del riccone arabo che sorvolando Villa Certosa in elicottero dice “La compro, ma toglietemi quel nanetto dal giardino”. L’avevo detta io in uno spettacolo a Trieste. Una volta, invece, ho salutato Fini dicendo “Ecco il capo dell’opposizione”. E ancora non era successo il casino di Montecarlo.

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