Fedez, l’attacco alla Lega su Ddl Zan: “Che brutta storia”, il discorso da applausi

01/05/2021 di Emanuela Longo

Fedez

Dopo una giornata di polemiche che hanno fatto seguito al monologo di ieri di Pio e Amedeo, ci ha pensato Fedez, con la sua emozione, a regalarci in questo primo maggio un discorso da brividi sul Ddl Zan. Lo ha fatto poco prima di congedarsi sul palco del concerto del primo maggio, dopo l’annunciata censura di Rai3 alla quale però Fedez, da uomo libero qual è, non ha voluto sottostare.

Fedez, l’attacco alla Lega su Ddl Zan

Il rapper si è esibito su “Problemi con tutti” e “Bimbi per strada” ma poco prima di cimentarsi con l’ultimo brano, “Bella storia”, Fedez ha voluto cantarle ai politici, in particolare alla Lega, ed al Vaticano.

Dal palco della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Fedez non si è tirato indietro, si è preso le sue responsabilità ed ha fatto nomi e cognomi senza risparmiare nessuno. A partire da “Mario”, che pur senza il cognome non si fa fatica ad immaginare che sia proprio il premier Draghi:

Io capisco perfettamente che il calcio è il vero fondamento di questo Paese, però non dimentichiamo che il numero dei lavoratori del calcio e il numero dei lavoratori dello spettacolo si equivalgono. Quindi non dico di spendere qualche soldo, ma almeno qualche parola, un progetto di riforma in difesa di un settore che è stato decimato da quest’emergenza e che è regolato da normative stabilite negli anni 40 e mai modificate sino ad oggi. Quindi caro Mario, come si è esposto nel merito della SuperLega con grande tempestività, sarebbe altrettanto gradito il suo intervento sul mondo della cultura italiana.

Con le mani tremanti mentre reggeva il foglio con il suo discorso, Fedez è andato avanti concentrandosi sul tema del Ddl Zan. E’ questa la parte “censurata” dai vertici di Rai3 in quanto considerata “inopportuna”. Il primo della lista è Ostellari, senatore leghista:

Ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare quindi massima espressione del popolo, che è già stato approvato alla Camera, come il ddl Zan, può essere tranquillamente bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo. Cioè sé stesso. Ma d’altronde Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua lotta all’uguaglianza.

Fedez, dopo aver ricordato le vergognose frasi di molti leghisti su gay e matrimoni tra persone dello stesso sesso, ha proseguito:

Qualcuno come Ostellari ha detto che ci sono altre priorità in questo momento di pandemia rispetto al ddl Zan, e allora vediamole queste priorità: il Senato non ha avuto tempo per il ddl Zan perché doveva discutere l’Etichettatura del vino, la riorganizzazione del Coni, l’indennità di bilinguismo ai poliziotti di Bolzano e per non farsi mancare nulla il reintegro del vitalizio di Formigoni. Quindi secondo Ostellari probabilmente il diritto al vitalizio di Formigoni è più importante della tutela dei diritti di tutti, e di persone che vengono quotidianamente discriminate fino alla violenza. Ma a proposito di diritto alla vita, il presidente dell’associazione Pro-vita, l’ultracattolico e antiabortista Jacopo Coghe amicone del leghista Pillon in questi mesi è stato la prima voce a sollevarsi contro il ddl Zan. L’antiabortista non si è accorto però che il Vaticano ha investito più di 20 milioni di euro in un’azienda farmaceutica che produce la pillola del giorno dopo.

Quindi la chiosa:

Quindi cari antiabortisti, caro Pillon, purtroppo avete perso troppo tempo a cercare il nemico fuori, e non vi siete accorti che il nemico ce l’avevate in casa. Che brutta storia.

Ed il nostro applauso.

Classe 1984, nata a Lecce. Blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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