Fabrizio Corona scrive a Lele Mora. Ecco il contenuto della lettera

27/10/2010 di Laura Errico

Continua la soap opera Lele MoraFabrizio Corona. Dopo la diffusione dei verbali dell’interrogatorio dell’agente dei vip, che ha dichiarato a dei magistrati di aver avuto una relazione con Corona e di avergli fatto regali molto costosi, è arrivata la smentita da parte del fidanzato di Belen Rodriguez. Sono state chiamate a dire quanto sapevano su questa presunta relazione altre persone come Rocco Casalino, concorrente della prima edizione del Grande Fratello, Nina Moric, ex moglie di Fabrizio Corona, fino a quando la vicenda sembrava essersi chiusa con la smentita anche da parte di Lele Mora, che, a Domenica Cinque, ha asserito che il suo amore verso Corona è stato solo platonico.

A far riparlare della vicenda è lo stesso Fabrizio Corona, che ha scritto una lettera al suo ex amico. Di seguito il contenuto della missiva.

Caro Lele, chi ti scrive è Fabrizio Corona: una persona che per molti anni ti è stata cara. E, nonostante le mille vicissitudini che ci hanno diviso, nonostante la zizzania che tanti hanno provato a spargere tra noi due, nonostante le frasi aspre con cui noi stessi ci siamo feriti a vicenda, sono certo di esserti caro ancora adesso. Tu mi hai aiutato a trovare questa strada: mi hai fatto lavorare nella tua agenzia, mi hai insegnato tante cose, mi hai incoraggiato ad aprire la mia prima agenzia fotografica. Se sono un professionista, anzi, un numero uno nel mio campo, lo devo anche a te. Nei primi tempi della nostra conoscenza mi hai fatto capire che ti piacevano gli uomini. E mi hai fatto capire, con garbo, che ti piacevo anch’io. Mi hai perfino un po’ corteggiato, in modo discreto e rispettoso, invitandomi a feste e facendomi tante gentilezze. lo, però, ti ho subito fatto capire che non ero il tipo da cedere alle tue attenzioni. E tu, con intelligenza, hai fatto subito un passo indietro. Per questo ho provato una grande rabbia quando i nostri nomi, qualche giorno fa, sono tornati a finire insieme sui giornali, in un modo che non mi è piaciuto affatto. È stato quando ho letto che tu, interrogato dai magistrati a proposito del fallimento di una tua società, mi avevi tirato in ballo dicendo cose incredibili: che la nostra amicizia non era un’ amicizia ma qualcosa di diverso, che eravamo stati amanti, e che avevi pure pagato profumatamente questo tuo amore per me, facendomi regali per due milioni di euro. Leggere queste cose, non te lo nascondo, mi ha mandato su tutte le furie. E’ stato il fatto che io, da quelle presunte rivelazioni date in pasto alla stampa, facessi la figura meschina e spregevole del “mantenuto”, del buono a nulla che vive alle spalle del suo amante. Proprio io che mi sono fatto da solo, lavorando come un forsennato. Proprio io che, negli anni del nostro sodalizio, ero diventato un padre di famiglia. Ho riascoltato le parole che hai detto in TV per precisare il senso delle tue dichiarazioni. Ti ho sentito dire: «Per Fabrizio ho solo avuto un amore platonico». Mi sono reso conto che, almeno, hai fatto capire con chiarezza che io non sono mai stato a letto con te, né per denaro né gratis. Ho capito che, dopo i pettegolezzi e i veleni, stava piano piano tornando a emergere, anche grazie a te, la verità sul rapporto che c’è stato tra noi. E ho capito che, dentro di me, la mia amicizia per te non è mai morta. Sto parlando di quando tu, una delle ultime volte che ci siamo visti, mi hai chiesto di prestarti dei soldi perché eri in un momento di difficoltà. E io, quei soldi, te li ho rifiutati, nonostante tu mi avessi prestato più volte del denaro quando ero stato io ad averne bisogno. Ricordo quanto sei rimasto deluso quando ti ho detto: «No, non ti do niente». Solo adesso vedo che cosa quel mio rifiuto ha significato ai tuoi occhi: tu lo hai visto come un tradimento, una rottura della nostra amicizia. Ma ora, Lele, voglio che tu sappia che ciò che è accaduto mi ha fatto, in qualche modo, tornare indietro nel tempo: mi sono accorto solo ora che sarebbe stato mio dovere ricambiare a un amico come te quell’aiuto che tu mi avevi più volte concesso e senza mai battere ciglio. Ma purtroppo non l’ho fatto. E ora voglio chiederti pubblicamente scusa per quell’ episodio.

Fonte: www.leggo.it

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