Ecco la vera bestemmia di Massimo Scattarella: “La mafia italiana? E’ una famiglia, ha cuore. Sono persone intelligenti”. Carmela, al suo fianco, annuisce

12/02/2010 di Valeria Panzeri

Non c’è nulla di inventato, amplificato o “rivisto e corretto”, a fronte di ciò potrete prendere visione del video in questione.

Perché finché si parla di Grande Fratello, strategie, amori, amoretti, presunti complotti e via discorrendo è necessario, anzi, doveroso, ricollocare le cose (dando loro il giusto peso), come giustamente ha asserito la brava Alessia Marcuzzi circa le minacce di morte che lei stessa, oltre agli autori del programma, hanno ricevuto in virtù di come sarebbero state gestite le nominations nella penultima puntata.
Partendo dal presupposto che non è nostra intenzione fare la morale a nessuno abbiamo ritenuto doveroso redigere questo articolo in quanto c’è decisamente di che vergognarsi.

Il concorrente Massimo Scattarella, espulso per aver detto una bestemmia, durante la sua permanenza presso il Grande Fratello spagnolo in compagnia di Carmela, altra grande protagonista di questa edizione del reality si è reso protagonista di affermazioni particolarmente inquietanti. Nell’ambito di un discorso riguardante le (presunte) diversità che intercorrerebbero tra mafia russa, giapponese, messicana e italiana il Pit Bull avrebbe cercato di spiegare quali sarebbero i tratti peculiari che contraddistinguono la mafia nostrana

Mafia italiana è più di famiglia, cuore, mafia messicana droga e gangstar.

E poi, ancora:

Mafia italiana ha tutto, politica… tutto… mafia messicana invece droga, per strada, mafia italiana cervello, persone intelligenti.

Al suo fianco, Carmela, annuisce.

Infine si menziona la fiction Il Capo dei Capi circa la quale il barese asserisce

Mamma mia il Capo dei Capi è bello… mafia.

Dopo quest’ultima perla la telecamera si sposta rapidamente sull’albero di Natale che troneggia nel giardino madrileno.

Morgan farebbe apologia della droga quindi le istituzioni si sentono in dovere di prendere posizioni esemplari.
Le dichiarazioni di Scattarella non sono l’apologia di nulla?
Ci mancherebbe, nell’Italia dei “due pesi e due misure” è sufficiente che le Istituzioni si ricordino, a tempo debito, dell’anniversario della morte di Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, Impastato, le mogli, le fidanzate, le scorte…
Paese di smemorati… L’importante è che non si dicano le brutte parole che offendano la morale comune.

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