Doppia dipartita, doppi dolori ad X factor: ci lasciano i Luana Biz e Francesca. La Maionchi resta con un pugno di Yavanna in mano

15/10/2009 di Valeria Panzeri

Son proprio dolori in questa sesta puntata di X Factor nella quale ben due artisti sono pregati di accomodarsi alla porta.
Per dimenticare, solo un attimo, l’infausto destino che potrebbe attendere i concorrenti ci godiamo la riunificazione degli Skunk Anansie con la sempre magnetica Skin. Verrà perdonata dalle fan dei Tokio Hotel per aver loro svaligiato il guardaroba? La bella leader del celebre gruppo presta ulteriormente la sua opera in veste di quarto giurato consigliando a tutti di sorridere…non è che i sorrisi caratterizzino le sue performance, spesso dolorosamente intense, ma se lo dice Skin va bene lo stesso.

Marco canta un favoloso pezzo del favoloso David Bowie e lo fa favolosamente. Lascia il palco con un bel carico di, meritati, complimenti.

I Luana Biz si cimentano nella zampaglionissima Due Destini, hanno dato sicuramente prove migliori ma l’attenzione si concentra piuttosto sulla polemica che sgorga incontenibile da alcune loro dichiarazioni sulle quali si innesca un baccanale ingestibile: Mara e Morgan affilano i coltelli, è scontro frontale, mentre il gruppo in questione sgomita per puntualizzare le proprie posizioni. In tutto questo poteva mancare l’intervento della signora Mori, vagamente risentita dal fatto che non le fosse ancora stato chiesto un parere? Ah Facchinetti, ti pagheranno bene voglio sperare. Ed è il turno di Damiano, il giovane confessa di essere nel pieno di una crisi. Impossibile non pensare al testo dei Bluvertigo in cui è sostenuto che la crisi sia un eccesso di lucidità. Infatti Morgan coglie la palla al balzo spronando Damiano a “godersi la crisi come un momento di grazia”. Si, è sensato, la crisi è dubbio, obbliga ad una svolta, anche se non se ne aveva voglia, o coraggio. E Damiano, forse, sta iniziando la sua svolta; sale sul palco con una giacca quasi napoleonica, sempre meno Oliver Twist. Canta un bel pezzo in inglese…e io che devo dire ora. Dove sta scritto che io non debba essere di parte?! Sarà che è bravo, sarà che è intenso, sarà quella barba, saranno quei peli sul petto, sarà la sua pacata intelligenza…sarà quel viso così autunnale. Devo accettare il fatto che sto facendo la stessa fine di Antonella Elia. Però, a mia discolpa, non sono l’unica che sul divano fremeva come un lombrico in essiccazione: anche i giudici hanno molto apprezzato.
Tocca a Cristiana che si cimenta con un brano cantato da una grande signora della musica: Ornella Vanoni in una messinscena chiaramente ispirata ai lucenti fasti della Rivista italica. Buona esibizione, però, figlia mia, almeno sorridi quando Skin ti dice che hai una voce meravigliosa e sei bellissima.

Mi piace sottolineare una puntualizzazione che Morgan ha fatto nei confronti di Bindi, il grande autore di questa e tante altre canzoni. Abbandonando per un secondo la leggerezza del programma televisivo, nonché il tono di questo resoconto, Marco Castoldi ha voluto ricordare all’Italia che il signor Bindi, negli anni Sessanta, ha dichiarato la propria omosessualità…pagandone le spese. Un semplice spunto di riflessione che, con assoluta delicatezza, ambisce a riportare un briciolo di buonsenso in merito a tanto volgare pregiudizio.

Chiude la prima trance Sofia, a me spiace, ma è un po’ pesantuccia ed eccessivamente caricata in tutto. Bellissima, di convesso, l’idea di far ballare Damiano e Francesca durante la sua esibizione. Ecco, giusto quello.

Salutiamo Skin che si è rivelata un’inaspettata caciarona, probabilmente avrà preso accordi con Mara per il torneo di Scopone scientifico prima di levare le tende.

Siamo al ballottaggio: sorpresa sorpresissima, i due soggetti interessati non c’erano mai finiti, Damiano e i Luana Biz.
Morgan salva Damiano. E’ palese che, nonostante le critiche, lo stimi. Purtroppo se ne vanno i Luana Biz, che non erano affatto male, peccato per loro ma il mio cuore è solo per Mara che ora si ritrova con un solo gruppo, il suo ultimo jolly sono le Yavanna. Chi l’avrebbe mai detto?! Magari qualcuno si, io di certo no.

Ci pensa Samuele Bersani a rinfrancare gli animi provati mediante l’ennesima conferma di talento: un valido e interessante cantautore lasciato un po’ troppo nella nicchia oscura.

Seconda tranche, quale testa cadrà?
Di certo non quella di Chiara che, con un medley dei Pink Floyd, si trova a fronteggiare il pezzo più difficile finora assegnatole. Bravissima, come sempre ormai, nonostante le oggettive difficoltà.
Subentra Francesca che si rende protagonista di una bella prova di talento nella quale canta e balla molto bene. Stavolta anche Morgan è convinto.
Intonano la Vie en rose le Yavanna e per la prima volta funzionano alla grande, non credevo mi sarei mai redenta invece devo ammettere che si sono rese protagoniste di un’impeccabile performance. Tutto elegante e, finalmente, misurato. Complimenti al team Maionchi-Gaudi-Tommassini.
Chiude il sipario Silver, sempre più intrecciato all’anima del Castoldi, si abbracciano e si strofinano come due bestiole, come due criceti nella stessa gabbia: un’alchimia sincera e naturale. Silver è forte, poche palle, è sempre un piacere quando lui è sul palco, evita, come sempre, il ballottaggio e corre dritto verso la settima puntata: il ragazzo merita.

L’arena è tutta per Francesca e le Yavanna, il pubblico ha così sentenziato. Dentro di me sono scissa, se da un lato ho sempre preferito Francesca dall’altro mi turba il fatto che la Mara resti senza gruppi. Per il bene della Mara, solo per lei, tifo Yavanna.
Infatti è la riccioluta testa di Francesca a cadere.

Morgan, è uno sporco lavoro, stavolta è toccato a te.

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