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Cruel Intentions, la serie tv di Prime Video: intrighi, confraternite e un finale che lascia tutto in sospeso

Eleonora Tricarico 01/08/2026

Cruel Intentions conquista con intrighi, rivalità e ritmo, ma il finale aperto e la cancellazione dopo una sola stagione lasciano l’amaro in bocca. La recensione di Eleonora Tricarico.

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Siamo Serie, la rubrica mensile di Eleonora Tricarico

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Per il secondo appuntamento di Siamo Serie torniamo su Prime Video e restiamo nell’universo dei teen drama con Cruel Intentions, serie statunitense distribuita il 21 novembre 2024. Si tratta di una rilettura contemporanea dell’omonimo film cult del 1999, a sua volta ispirato al romanzo Le relazioni pericolose di Pierre Choderlos de Laclos. Sviluppata da Phoebe Fisher e Sara Goodman, la serie è composta da otto episodi e trasporta la celebre storia di manipolazione e seduzione all’interno di un prestigioso college americano, dove il potere passa attraverso le confraternite universitarie.

Nel cast troviamo Sarah Catherine Hook nel ruolo di Caroline Merteuil, Zac Burgess in quello di Lucien Belmont, affiancati da Savannah Lee Smith, Sara Silva, Khobe Clarke, John Harlan Kim, Brooke Lena Johnson e Sean Patrick Thomas. La serie mantiene il cuore narrativo dell’opera originale, ma lo rilegge secondo i codici dei teen drama contemporanei, tra rivalità sociali, ambizione e giochi psicologici.

Ve lo dico subito: la critica l’ha stroncata e io vi dico di non vederla. Ma andiamo avanti. Devo ammettere una cosa: in questo periodo sono piuttosto affamata di serie TV. O, meglio, di serie che riescano davvero a coinvolgermi. Probabilmente non è una questione di offerta, ma di momento personale. In questa fase ho poca voglia di storie eccessivamente crude o violente e sento il bisogno di qualcosa di più leggero, pur senza rinunciare a un buon intreccio.

Così mi sono lasciata convincere dai suggerimenti di Prime Video e da quella dicitura che spesso incuriosisce: Top 10. È iniziata quasi per caso e, episodio dopo episodio, mi ha tenuta incollata allo schermo grazie a un ritmo sostenuto e a personaggi costruiti per creare continuamente alleanze, tradimenti e colpi di scena.

L’ambientazione è quella, ormai familiare a chi ama le produzioni statunitensi, delle confraternite e delle sorority. Un sistema lontanissimo dalla realtà italiana ma diventato quasi un genere a sé attraverso decine di film e serie TV. Le prove per entrare nei gruppi più esclusivi, i rituali, i patti di fedeltà spesso destinati a essere traditi e una competizione che si gioca sul consenso sociale rappresentano il vero motore della narrazione. In questo contesto ogni relazione diventa una moneta di scambio e ogni sentimento può trasformarsi in un’arma.

È proprio qui che Cruel Intentions mi ha convinta, ma solo qui. La serie non ha tempi morti, alterna continuamente colpi di scena e mantiene alta la tensione. Non tutto, però, funziona allo stesso modo. Alcune dinamiche narrative sembrano restare inspiegabili e alcuni passaggi appaiono più funzionali al colpo di scena che realmente coerenti con l’evoluzione dei personaggi. È uno di quei casi in cui si decide di sospendere l’incredulità perché il ritmo è tale da rendere facile chiudere un occhio.

C’è poi una questione del tutto personale su cui non riesco proprio a convincermi. Perché tutte impazziscono per Lucien? Il personaggio è scritto come il classico Don Giovanni contemporaneo, quello irresistibile, che conquista chiunque con uno sguardo. Eppure io questa magia non l’ho vista. Sarà che sono ancora troppo influenzata da Garrett di Off Campus (leggi articolo precedente), ma continuo a pensare che il casting avrebbe potuto trovare un protagonista con un carisma più travolgente. Nulla contro Zac Burgess, che interpreta il ruolo con convinzione, ma il fascino raccontato dalla sceneggiatura, almeno ai miei occhi, supera quello che arriva realmente sullo schermo.

Chi, invece, regge davvero la serie è Sarah Catherine Hook. La sua Caroline è probabilmente il personaggio più interessante dell’intero racconto: elegante, calcolatrice, manipolatrice, imprevedibile. Ogni scena che la vede protagonista acquista intensità e restituisce quella sottile ambiguità morale che aveva reso iconico anche il film del 1999.

Il vero limite della serie, però, arriva con il finale. L’ottavo episodio chiude la stagione lasciando praticamente tutte le principali storyline aperte, con un cliffhanger che sembra introdurre un nuovo capitolo. Durante la visione è naturale pensare che la seconda stagione sia già in programma.

E invece no. Ed ecco perché vi dico di non vederla.

Nel marzo 2025 Prime Video ha annunciato la cancellazione della serie dopo una sola stagione. Una decisione che rende quel finale ancora più frustrante, perché molte delle domande aperte rimangono senza risposta e l’impressione è quella di essersi fermati esattamente a metà della storia. Tuttavia, Cruel Intentions non rivoluziona il genere, ma è una serie che si lascia guardare con piacere. È perfetta per chi cerca un teen drama ricco di intrighi, manipolazioni, rivalità e relazioni tossiche, con una fotografia elegante e un ritmo che difficilmente annoia. Quindi: vedetela. Non si sai mai che tutto questo successo non porti poi a proseguire la serie.

 

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