Coronavirus e Pechino Express 2020: rischio o psicosi? Il dubbio di Maurizio Costanzo

11/02/2020 di Emanuela Longo

Pechino Express 2020

Il Coronavirus continua a seminare vittime e paure. Oggi, 11 febbraio riparte ufficialmente la nuova edizione di Pechino Express 2020 ma il debutto è attualmente oscurato da un dubbio che sta interessando non solo molti spettatori ma anche Maurizio Costanzo. Potrebbe esserci un qualche rischio coronavirus per i concorrenti e tutto lo staff del programma di Rai2?

Coronavirus e Pechino Express 2020: quale rischio?

Il nuovo percorso che segnerà l’ottava avventura all’insegna di Pechino Express 2020 riguarderà alcune tappe principali: Thailandia, Cina e Corea del Sud. Le dieci coppie in gara, infatti, saranno impegnate in questo affascinante viaggio che comprendere, appunto, proprio la Cina, da dove è partita l’epidemia che ad oggi ha segnato oltre mille vittime.

Il programma condotto da Costantino Della Gherardesca, in realtà, arriva proprio in un momento particolare in quanto potrebbe aiutare a scacciare via la psicosi diffusa in queste ultime settimane.

In merito al concreto rischio coronavirus per i concorrenti, va detto sin da subito che questo non dovrebbe essere presente dal momento che le riprese sono state effettuate molto prima che l’epidemia scoppiasse.

Il dubbio di Maurizio Costanzo

A sollevare il dubbio è però anche Maurizio Costanzo che su Libero Quotidiano nei giorni scorsi ha voluto condividere un suo pensiero nel suo diario online che tiene, dal titolo “Coronavirus e Pechino Express, il dubbio che mi tormenta”:

Mi sono fatto qualche domanda nel leggere che ripartirà un programma televisivo che va in onda da molti anni. Parlo di Pechino Express. Con quello che sta succedendo in Cina, sarebbe interessante sapere quale percorso vuol fare questo programma televisivo o se la parola “Pechino”, fa parte solo del titolo, ma non è una tappa. Mi auguro che si trovi presto un vaccino contro questo terribile virus e mi rendo anche conto del problema, ad esempio, dei tanti ristoranti cinesi, in Italia, che probabilmente vedranno diminuire i clienti. Ancora una volta, perciò: studiosi del caso, trovate il vaccino e non se ne parli più.

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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