Come vive un tossicodipendente? La testimonianza di un fumatore di crack a “Le Iene Show”

11/02/2010 di Laura Errico

Negli ultimi giorni si sta parlando tantissimo del “caso Morgan”: il cantante ha ammesso di far uso di cocaina, asserendo che tale droga è un “antidepressivo”. Tali dichiarazioni, pubblicate su “Max” e poi smentite dal cantante, hanno suscitato una discussione sulla droga e sulle conseguenze che essa arreca.

Ma come vive realmente un tossicodipendente?

A spiegarcelo è la iena Luigi Pelazza. Infatti nella redazione de “Le Iene Show” è arrivato un video di un uomo che ha ammesso di far uso abituale di crack e che è stato intervistato dallo stesso Pelazza.

Inizialmente l’uomo ha spiegato cosa sia il crack: si tratta di una concentrazione di cocaina, che corrisponde a 10 righe di quel tipo di droga. L’effetto dura poco, solo 5-10 minuti, dopo i quali si avverte subito il bisogno di fumarne altra. Per preparare tale concentrazione, c’è bisogno di molto denaro (circa 1000 euro al giorno), poiché ne serve tanta e deve essere di alta qualità. Di conseguenza le persone non facoltose, per procurarsi la droga, devono anche spacciarla e ci sono anche casi di donne che vendono il loro corpo per soddisfare la loro dipendenza da stupefacenti.
Il protagonista del video ammette subito che la droga non fa bene e asserisce che nessuno può affermare il contrario. Poi dice che fa uso di crack da parecchi anni e che di solito la fuma 4 o 5 volte a settimana, arrivando a consumare 30 grammi di cocaina in due giorni.
Racconta come si svolge la sua vita quotidiana: sta sempre chiuso nella sua abitazione e non ha una vita sociale; lavora, però quando sta sotto l’effetto degli stupefacenti preferisce non andarci. Capita che trascorra due o tre giornate intere senza toccare cibo e che dorma per un intero giorno. Oltre ad assumere la polvere bianca, fa uso di alcool, fuma cinque pacchetti di sigarette al giorno e utilizza farmaci e tranquillanti per combattere ansia e altri effetti causati dalla droga.

Spiega quali sono le conseguenze della droga: paranoie, allucinazioni, fobie assurde e anche impotenza.
Ha raccontato che due volte ha provato a farsi curare in cliniche apposite, ma si pagava tantissimo (1000 euro al giorno) -anche se ha rivelato che si paga di meno per stare in una clinica che per comprare la cocaina- e inoltre a suo dire non veniva trattato bene.

Mentre racconta tutto ciò, è sempre intento o a fumare crack o a preparare tale concentrato, non riuscendo a stare senza, nemmeno durante i pochi minuti dell’intervista.

Alla domanda sul motivo per il quale si droga, risponde dapprima che non lo sa nemmeno lui e poi aggiunge in modo un po’ confuso che è dovuto a:

una voglia di una cosa, che però ti disgusta… Una voglia di farti del male… Che ti dà piacere che poi diventa sofferenza… passato il piacere ne vuoi ancora… non ti senti mai bene… non arrivi mai al momento che dici “ok sono a posto”.

L’intervista termina quando Pelazza gli chiede se lui si sarebbe comportato come Morgan, cioè se avesse detto pubblicamente di far uso di cocaina. L’uomo risponde che non lo avrebbe fatto, poiché la gente non capirebbe e perché non va fiero di ciò che fa, poiché non è una “cosa intelligente”.

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