Ciro Esposito, attore de La nuova squadra: “Che emozione recitare in Io speriamo che me la cavo con Paolo Villaggio”

10/01/2011 di Simone Morano

Ciro Esposito

Interessante intervista al settimanale Grand Hotel di Ciro Esposito, uno dei protagonisti de La nuova squadra. Sul giornale diretto da Orio Buffo, l’attore campano ne ha approfittato per ripercorrere gli inizi della propria carriera:

I miei genitori si dilettavano con il teatro amatoriale e io spesso andavo con loro. Quando avevo sette anni ho iniziato a fare il suggeritore dietro le quinte, fino a quando un bel giorno mi hanno assegnato la mia prima parte, quella di Peppiniello in Miseria e nobiltà. Quando sono salito sul palco, ho capito che da grande avrei fatto l’attore.

L’esordio da non scordare, comunque, arriva sul grande schermo, con Paolo Villaggio e Lina Wertmuller, non due nomi qualunque.

Ho recitato nel film Io speriamo che me la cavo. Interpretavo uno degli scugnizzi, Raffaele Aniello. Anche io da piccolo ero uno scugnizzo, ma a differenza del personaggio che interpretavo io sembravo un angioletto, mentre di nascosto ne facevo di tutti i colori. Insomma, gettavo il sasso e nascondevo la mano. In quel periodo si tenevano selezioni da ogni parte per aspiranti attori nel film. Tutta la città era in fermento, e furono valutati ben tremila bambini per soli quattordici ruoli. Io ebbi la fortuna di essere scelto, e fu un’occasione straordinaria. Ancora oggi, infatti, mi riconoscono per strada grazie a quel film, e quando vado nelle scuole i ragazzi ripetono ancora a memoria le mie battute.

Una bella soddisfazione per l’attore, diplomato all’Accademia di Belle Arti. L’appuntamento per rivederlo, dunque, è su Raitre con La nuova squadra.

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