Chi l’ha visto, collaboratore di giustizia: rivelazioni choc su Anna e Claudio Corona

20/05/2021 di Emanuela Longo

Chi l'ha visto

Nella puntata di ieri di Chi l’ha visto è stata dedicata un’ampia parentesi al caso di Denise Pipitone con testimonianze ed interviste inedite. E’ stata trasmessa l’intervista all’ex procuratore capo di Marsala, Alberto Di Pisa, e successivamente Federica Sciarelli ha concluso svelando il contenuto della lettera anonima. Nel corso della serata però è stata trasmessa anche la testimonianza di un uomo che ha preferito restare anonimo.

Chi l’ha visto, parla un testimone: nuove rivelazioni su Anna e Claudio Corona

Si tratterebbe, come svelato dalla trasmissione di Rai3, di un collaboratore di giustizia che proprio ai microfoni di Chi l’ha visto ha fatto delle importanti rivelazioni parlando nel dettaglio dei suoi rapporti con Claudio, fratello di Anna Corona e zio di Jessica Pulizzi. Ad anticipare l’intervista, le parole della conduttrice:

L’ex pm Angioni aveva detto che la famiglia Corona godeva della protezione della Polizia. Gli agenti non avrebbero scritto il nome di Claudio in merito ad una sparatoria.

L’uomo avrebbe raccontato delle strane circostanze che farebbero pensare a dei contatti tra il Corona e le forze dell’ordine. Alla trasmissione di Rai3 ha raccontato:

Ci sono state tante retate nelle discoteche. La maggior parte delle volte di queste retate, in un modo o nell’altro Claudio non veniva preso. Mi ricordo che ogni volta lui e noi che eravamo insieme uscivamo pochi istanti prima che arrivasse la Polizia. Una volta noi eravamo dentro, siamo usciti, la Polizia non ci ha nemmeno guardato. Tu fai una retata e fai uscire alcune persone? Questa è una protezione vera e propria per i Corona. Aveva il rispetto, la frequentazione con personaggi malavitosi di un certo calibro. 

Poi ha proseguito parlando anche dei rapporti con la sorella Anna Corona dopo la sparizione di Denise Pipitone: Claudio avrebbe sostenuto che i due non si parlavano ma poi “di nascosto si vedevano”. Evitavano di telefonarsi poichè “sapevano di avere i telefoni sotto controllo perché qualcuno li aveva avvisati. Venivano avvisati anche se venivano messe microspie o telecamere”.

In una circostanza andò a casa di Claudio, dopo averlo salutato si ricordò che doveva dirgli un’altra cosa e tornò indietro. A quel punto riferì:

Ho sentito che lui parlava con Anna, litigavano e lui diceva ‘ricorda chiddu chiu fici pittia, ricorda chiddu chi nu’attri ficimu’, cioè ‘ricorda quello che ho fatto per te, ricorda quello che abbiamo fatto’.

Classe 1984, nata a Lecce. Blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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