Che tempo che fa del sabato, ospita Massimo Lopez, Daniele Lucchetti, Elio Germano, Enrico Deaglio, con Massimo Gramellini e Luca Mercalli

23/05/2010 di Simona Cocola

Seguite alle previsioni ambientali del simpatico meteorologo Luca Mercalli, le dichiarazioni di Enrico Deaglio, giornalista, inviato speciale, conduttore televisivo, che presenta “Il raccolto rosso 1982-2010 – Cronaca di una guerra di mafia e delle sue tristissime conseguenze”. “La cosa che temo di più è che non si parli di mafia, accettando questo stato di cose”, afferma lo scrittore, il quale espone, nel libro, fatti dell’Italia delle mafie, con l’aggiunta di un vasto periodo, dal 1993 al 2010, legato al tema mafioso.
Ospiti da Fabio Fazio, anche il regista Daniele Luchetti e l’attore Elio Germano, di nuovo insieme in “La nostra vita”, unico film italiano in concorso a Cannes, nelle sale cinematografiche da qualche giorno. Germano, il protagonista, affiancato da attori come Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti e Stefania Montorsi, interpreta Claudio, un giovane padre di famiglia che, sconvolto dall’improvvisa morte della moglie, inizierà a lasciarsi andare, conducendo una vita non del tutto onesta. In questa pellicola si nota la distanza tra il centro della città e la periferia, metafora della distanza tra le persone: “Una volta esisteva la piazza con la sua socialità, ma adesso essa è stata sostituita dal centro commerciale, e la gente non si sposta da questo luogo, perché qui trova tutto ciò di cui ha bisogno” spiega il regista.
Altro visitatore del salotto di “Che tempo che fa” è Massimo Lopez, attore televisivo e teatrale, ex comico del trio Lopez-Marchesini-Solenghi, attualmente in tournèe con “Ciao Frankie”, spettacolo-tributo allo swing di Frank Sinatra.

A conclusione della serata di sabato, arriva come sempre il vicedirettore de La Stampa Massimo Gramellini, con le impedibili notizie della settimana. Tra queste, al settimo posto il caso di una donna incinta, ricoverata l’anno scorso in un ospedale americano a causa di una gravidanza a rischio per la sua vita, e salvata da una suora cattolica, scomunicata per aver autorizzato l’aborto terapeutico alla futura mamma. Il podio spetta invece alla legge italiana sulle intercettazioni e sulle pubblicazioni delle telefonate, secondo cui, per quest’ultima, i giornalisti rischierebbero il carcere dando notizie su qualsiasi atto, anche non segreto, prima della fine dell’udienza preliminare.

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