C’è chi dice no: questa sera a Report la storia di Ambrogio Mauri, che si suicidò per protestare contro il sistema delle tangenti

24/10/2010 di Simone Morano

Milena Gabanelli

Questa sera, nel corso della rubrica C’è chi dice no, Report (prima serata, Raitre) racconterà la storia di Ambrogio Mauri. Produttore di autobus di Desio, in provincia di Monza e Brianza (per altro, città nella quale ha vissuto Milena Gabanelli per molti anni), Mauri si suicidò nel 1997 per sottolineare la propria opposizione a un certo tipo di sistema, il “sistema delle stecche”, come veniva chiamato durante Tangentopoli. Imprenditore autore di molte iniziative lodevoli (fu il primo carrozziere del nostro Paese a utilizzare la lega leggera; inoltre depositò moltissimi brevetti) non riuscì a sfondare in Italia, proprio perché da noi i meriti venivano superati da favoritismi economici.

Ecco la nota di presentazione della puntata:

Nel 1997 Ambrogio Mauri, uno dei maggiori produttori di autobus del Nord Italia, si toglie la vita per protestare contro il sistema delle tangenti, a cui si era ribellato. Il gioco era molto semplice: o accettavi le regole, e quindi pagavi le mazzette al politico di turno, o ne stavi fuori…

Report intervisterà il figlio Carlo, che, insieme al fratello Umberto, ha raccolto l’eredità del padre. Carlo, dopo quasi quindici anni di silenzio, qualche mese fa aveva raccontato al Giorno la storia del gesto estremo del padre.

E’ giusto che se ne parli perché la sua memoria possa essere onorata, ma anche per far capire a tutti come funzionavano, e purtroppo continuano a funzionare ancora oggi, le cose negli appalti pubblici. Mio padre mi diceva: “Negli appalti pubblici pensa male, che non sbagli mai”.

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