Canone della tv pubblica: gli islandesi pagano 346 euro, gli spagnoli nulla

01/12/2010 di Simone Morano

Prosegue il nostro viaggio in Europa dedicato al canone delle tv pubbliche

Prosegue il nostro viaggio in Europa per conoscere come viene pagato il canone all’estero. Dopo aver osservato i casi di Germania e Gran Bretagna, oggi ci spostiamo in Spagna e in Francia.

In terra iberica il cittadino non paga la tv pubblica, che riceve finanziamenti grazie ad una tassa applicata sulle compagnie di telecomunicazioni, pari allo 0,9% dei loro guadagni. Questo procedimento, tuttavia, non è gradito dalla Commissione Europea, che lo giudica illegale, al punto di aprire un processo d’infrazione nei confronti della Spagna (sul tema interverrà la Corte Europea di Giustizia).

In Francia il canone è di 121 euro, ed è indicizzato sull’inflazione. Esso viene versato insieme con l’imposta sui beni immobiliari: si tratta di una scelta che, secondo il governo transalpino, consentirebbe sia di ridurre l’evasione che di limitare i costi di riscossione. Inoltre, in Francia è vivo il dibattito sull’opportunità di estendere la tassa anche ai possessori di computer connessi ad Internet, così come a tutti quegli apparecchi (come i telefonini) che consentono di vedere la tv. Per il momento, comunque, anche a causa della crisi economica, il Parlamento ha rinunciato a questa opzione.

Da dire che non è la Spagna l’unico Paese in cui i cittadini non pagano il canone: funzione così anche in Portogallo, in Olanda e in Ungheria.

Per quanto riguarda i costi, infine, gli islandesi pagano 346 euro di canone, gli svedesi 210, i finlandesi 208,5, gli inglesi 166 e i tedeschi 116.

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