Ballarò: l’unica verità di un dittatore

02/06/2010 di Emanuela Longo

Ieri sera i telespettatori di RaiTre hanno potuto assistere a una scena che speriamo non si ripeta mai più in un paese democratico come il nostro. Durante l’ultima puntata di Ballarò infatti, mentre gli ospiti in studio (Il ministro dell’economia Giulio Tremonti, il senatore del PD Enrico Morando, il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, i giornalisti Enrico Mentana e Massimo Giannini, vicedirettore di “Repubblica”, il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli) discutevano riguardo gli importanti temi relativi alla manovra economica varata dal governo e le reazioni che il provvedimento sta suscitando in Italia, il premier Silvio Berlusconi ha interrotto la puntata con una telefonata nella quale ha fatto alcune affermazioni che è opportuno confutare:

1) “Certe cose non si riescono a sopportare”. Quali cose, signor presidente? La satira graffiante di Maurizio Crozza o gli interventi degli ospiti in studio? Forse un giornalista giovane e capace come Massimo Giannini non può riferire ai telespettatori notizie sulle manovre fiscali del Governo?

2) “Il giornalista della Repubblica Giannini ha mentito dicendo che da parte mia un sostegno circa l’evasione fiscale non c’è mai stato”. A questo proposito le ricordiamo, signor presidente, lo scudo fiscale vigente in Italia secondo il quale si possono rimpatriare, nel pieno anonimato, capitali esportati illegalmente all’estero pagando allo Stato solo il 5% della somma rimpatriata.

3) “Non ho mai sostenuto e giustificato l’evasione fiscale”. E il modo migliore per contrastare l’evasione fiscale, signor presidente, è servirsi di società off-shore?

4) “I sondaggi apparsi sono fasulli”. L’Ipsos, per inciso, è accreditato quanto EuroMedia, l’ente di cui si serve il premier.

Netta la presa di posizione di Floris: “ L’unica cosa che non si può tollerare in una televisione di stato è che si inizi un dialogo e poi si riattacchi quando c’è la risposta”. Effettivamente, i paralleli che scaturiscono da questo ennesimo monologo televisivo di Silvio Berlusconi sono perlomeno interessanti. A Cuba, il presidente Fidel Castro convoca manifestazioni di piazza e chiama spesso in studio i giornalisti televisivi per redarguirli (o peggio) quando non belano la verità unica del partito. Ma a Cuba è stata instaurata una dittatura. In Corea del Nord, il governo comunista mette la mordacchia (o peggio) a giornalisti e oppositori politici. Ma in Corea del Nord è stata instaurata una dittatura. In Italia, il presidente del Consiglio fa manifestazioni di piazza con elementi neofascisti, razzisti e xenofobi, e per di più chiama in studio a Ballarò , insulta e riattacca il telefono senza dare modo agli avversari di rispondere. Per fortuna, in Italia, è stata instaurata una democrazia.

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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