Attenti a quei due prende in giro i pecorari sardi, la Regione si ribella

20/01/2011 di Simone Morano

Attenti a quei due

L’assessore regionale all’Agricoltura della Sardegna, Andrea Prato, si è lamentato in maniera ufficiale per i “soliti luoghi comuni” sui sardi che sono stati trasmessi nel programma Attenti a quei due, con Fabrizio Frizzi e Max Giusti, andato in onda sabato scorso.

Il programma verteva su chi tra i due conduttori fosse più incapace e zoticone tanto da divenire, come da loro definito, “pecoraro”. Frequenti i rimandi, in tipico accento sardo, alla nostra terra e a un lavoro, quello del “pecoraro”, evidentemente ritenuto poco alla moda. Una rappresentazione, anche se scherzosa, della nostra realtà suona oggi come una beffa e un insulto, considerato che attualmente la pastorizia versa in una crisi strutturale drammatica contro la quale la Regione sta attuando misure straordinarie per arginarla. Il rischio è perdere per sempre una tradizione millenaria, in cui tutta la Sardegna si identifica culturalmente. Senza dimenticare che dietro quelli che qualcuno definisce “pecorari” ci sono intellettuali di fama mondiale: il premio Nobel Grazia Deledda o il presidente Cossiga, tanto per ricordarne solo alcuni, provengono da questo mondo e come me si onorano di avere un legame ancestrale con la pastorizia.

Prosegue l’assessore:

Tutti fattori che la trasmissione di Rai Uno, invece, ha implicitamente mortificato: la conferma mi è arrivata dalle centinaia di messaggi sms o di e-mail che mi sono giunti da parte di tantissimi sardi indignati. Ritengo che specie in un periodo così difficile sia poco onorevole per un’azienda pubblica giocare, seppure in modo scanzonato, insistere su noiosi luoghi comuni e su una terra che fino a prova contraria rappresenta il nostro Paese non solo in occasione delle ricche e splendide vacanze del jet set Rai.

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