Antonio Ricci nel ’98 diceva: “Chiambretti fascista aggressivo con la gente comune e viscidoso con i potenti”

15/11/2010 di Simone Morano

Antonio Ricci

Insomma, che Antonio Ricci fosse uno che non le manda a dire si sapeva. Ma personalmente sono rimasto sorpreso nel leggere quello che il papà di Striscia la notizia scriveva nel 1998 nel suo libro Striscia la tivù (Einaudi) a proposito di Piero Chiambretti. Le riporto esclusivamente a titolo di curiosità, a dodici anni di distanza.

Chiambretti è un fascista. Ha la tendenza naturale a essere aggressivo con la gente comune e le persone in difficoltà, mentre è sempre viscidoso con i potenti […] Le battute che fa riguardano soprattutto l’aspetto fisico: è grassa, è pelato, è bona.

Ancora:

Chiambretti ha perso la testa. E’ arrivato a censurare nel suo spettacolo Il laureato nientemeno che Dario Fo, per poi liquidarlo sui giornali come il Gabibbo di franca Rame. Naturalmente prima che vincesse il Nobel.

Ricci poi ricorda un episodio, in riferimento alla trasmissione L’inviato speciale e a un’intervista in cui accusava Striscia di imitare le sue incursioni.

Chiambretti è un pinocchione-bugiardone. Mentre lui recitava nella tivù dei ragazzi, a Lupo solitario con Susy Blady facevamo già, telecamera in spalla, incursioni nella redazione di Repubblica, a casa di Umberto Eco, di fellini, di Bevilacqua, ecc. Intervistavamo il citofono di Verdiglione. Ancor prima, a Drive in avevamo fatto una memorabile incursione con elicottero sulla villa di Celentano, picconando i muri per liberare il “figlio della Foca” dal cemento. Non so se qualcuno ha fatto cose simili prima di noi, so sicuramente che le abbiamo fatte prima di Chiambretti.

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