Annozero e l’ “Attentato alla Televisione”. Lettera di Michele Santoro al Consiglio d’Amministrazione Rai

13/10/2010 di Emanuela Longo

In un nostro precedente articolo, vi avevamo dato la notizia relativa ai 10 giorni di sospensione a carico di Michele Santoro, in seguito ad una decisione presa dall’Azienda Rai, che avrebbe così sospeso la messa in onda per il prossimo giovedì 21 ottobre, di Annozero.

Masi aveva giustificato tale decisione, adducendo che l’azione non poteva essere ritenuta una censura, nè un attentato alla libertà d’informazione.

Il giornalista, tuttavia, non si è fatto attendere, e sul sito ufficiale di Annozero, è stata pubblicata circa un’ora fa la lettera scritta da Santoro ed indirizzata al Consiglio d’Amministrazione Rai. Emblematico il titolo: “Attentato alla Televisione”.

Di seguito, ve la riproponiamo.

Gentile Presidente e gentili Consiglieri,

il provvedimento disciplinare assunto nei miei confronti, con una procedura ad personam, è di una gravità inaudita e, contro di esso, reagirò con tutte le mie forze  in ogni sede. Ritengo, tuttavia, che il Consiglio, anche senza entrare nel merito di questa “punizione esemplare”, debba pronunciarsi sulla decisione assunta dal Direttore Generale di metterla in atto cancellando due puntate di Annozero. Una punizione nei miei confronti si trasforma così in una punizione per il pubblico, per la redazione, per gli inserzionisti, per la Rai. E, in questo modo, si spezzano le gambe ad un programma di grandissimo successo, dopo averlo già sottoposto a una partenza ad ostacoli, dopo che ogni settimana deve andare in onda in un clima di tensione, dopo che  Vauro e Travaglio sono costretti  a fornire gratuitamente le loro prestazioni senza che vengano fornite motivazioni di sorta. Considero tutto questo un vero e proprio attentato alla televisione di fronte al quale ognuno deve assumersi le proprie responsabilità.

Cordiali saluti.

Michele Santoro

Classe 1984, nata a Lecce. Blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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