Anche Minissima batte Porta a Porta

30/03/2010 di Patrizia Sergio

Celebrare un personaggio illustre della canzone italiana quale Mina, è indubbiamente d’obbligo, ma stride se si coglie come occasione il settantesimo compleanno. La modalità è senza dubbio discutibile, se si considera che il programma lo fa una settimana dopo, “casualmente” in concomitanza con la finale di Amici.

Minissima, in onda ieri sera su Rai Due, è stato condotto da Paolo Limiti, suo paroliere e profondo conoscitore ma anche grande assente dagli schermi oramai da anni. Il programma non convince. Lo studio è una brutta riproduzione di quelli anni ’60, il conduttore in smoking fuori luogo e fatta eccezione per i filmati, anche se di repertorio, tutto il resto è una farsa mediocre. Il programma sembra essere stato ideato in tempi molto brevi con un largo margine di trascuratezza.

Risultano addirittura poco adeguate le imitazione della Ocone, discutibile la presenza di Renga, che canta una canzone di Mina ma ne approfitta soprattutto per promuovere il proprio ultimo lavoro.

Niente di nuovo a ben vedere, sarebbe stato preferibile mettere da parte le parole di rito e la retorica per lasciare spazio alle immagini e soprattutto alla voce di Mina.
Triste tentativo di attuare una vana concorrenza tra le reti usando come pretesto un’artista che avrebbe meritato un contesto e un programma di livello più elevato.

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