Amici 10, divieto di barba e di parolacce: allievi puniti. Ma nelle scorse edizioni…

13/11/2010 di Massimo Galanto

C’è da registrare una strana presenza quest’anno nel talent show ideato e condotto da Maria De Filippi. Una ambigua atmosfera sembra, infatti, aver contagiato la decima edizione di Amici: severità e rigore.

Scritto a questo modo, ciò non può che apparire un fatto positivo. Finalmente – si dirà – un pò di ordine, di regole per questi ragazzacci del 2010. Peccato che, però, prima di questa decima edizione – è questione matematica, niente di più – ve ne siano altre nove alle spalle.

E cioè, prima che questi ragazzacci del 2010 venissero giustamente puniti per orribili delitti, qualcuno rammenterà gli epiteti pronunciati da un certo Marco Carta, spalleggiato dalla bionda Marta Rossi, e rivolti verso la professoressa Grazia Di Michele. Quelle rime poetiche, quelle esternazioni così garbate (in una frase il Carta tirò in ballo anche il ruolo di madre della docente), a quel tempo, produssero come conseguenza un bel nulla, per quanto concerne i cosiddetti provvedimenti disciplinari comminati dalla commissione agli allievi. Non si poteva intervenire in quel caso – così dissero autori e professori – perché ci si trovava in una “fase” altra del talent: non più scuola, ma vera e propria competizione. Come se il rispetto e l’educazione siano delle prerogative solo di alcune “fasi”.

Ma veniamo al presente. Quali saranno mai questi reati commessi dai ragazzacci del 2010? Vilipendio al Capo dello Stato? Perché alcuni di essi sono stati puniti con la sospensione delle lezioni per qualche giorno? Cosa avranno mai combinato?

C’è chi, come il ballerino Vito Conversano, ha dato della “scema” ad una prof. Lo ha detto una volta, non in diretta, e durante uno sfogo. Per lui stop di tre settimane per quanto riguarda le esibizioni del sabato pomeriggio. Anzi no. Siccome anche la ballerina Giulia Paselli ha dato delle “merde” a tutti i prof, e dato che ella è stata solennemente punita con una sfida, allora anche Vito è condannato alla stessa sorte (piccolo dettaglio-quesito: perché per decidere il primo provvedimento disciplinare contro Vito si è tenuto conto dei voti di tutta la commissione, e, invece, per ratificare il secondo, in sostituzione del primo, sono stati consultati solo i docenti di danza?).

Ed ancora, l’ultimo caso che ha riguardato la cantante Francesca Nicolì. Perde il pullman che l’avrebbe dovuta condurre presso la scuola e se la prende con qualche amica che non ha fatto attendere l’autista. E, colpa ancor più inenarrabile, urla in sala relax per un motivo non precisato. Per lei, dunque, qualche giorno di sospensione dalle lezioni. Ma, per caso, vi ricordate i pacati, diplomatici e tranquilli scambi di opinioni tra Francesco De Simone e Klajdi Selimi (Amici 4) in sala relax? Oppure di quell’amorevole vis à vis, sempre nel contesto della sala relax, tra il danzatore Raffaele Tizzano e la cantante Manola Moslehi? Ecco, tutti episodi puniti con un assordante Zeru Punizioni.

Poi c’è chi, e si chiama Alessandro Paparusso, viene punito oltre che per il grave peccato di aver perso il pullman, anche per aver assunto un atteggiamento omertoso, o per dirla alla Zerbi, da “colluso”; infatti, non ha confessato, nè reso pubblico, egli, l’imperdonabile errore della compagna Francesca.

Ed infine, veniamo al caso più eclatante. Ecco chi sono i veri ragazzacci del 2010, macchiatisi di nefandezze vergognose. Loro sono davvero colpevoli. Leggiamo insieme la sentenza emessa dalla commissione di Amici:

Gli imputati, nonché cantanti, Antonio Mungari e Stefan Poole sono giudicati colpevoli per non essersi rasi la barba e sono pertanto condannati con l’interdizione temporanea dalle aule della scuola di Amici. Ed inoltre, essi, come gli altri delinquenti, Francesca e Alessandro, debbono subire l’umiliazione di svolgere la prova generale in uno studio completamente vuoto. Così è deciso, l’udienza è tolta.

Si, avete letto bene. Il reato è proprio quello sopra riportato. I due ragazzacci del 2010 non si radono la barba e pertanto vanno puniti.

Mica come chi, si legga il ballerino della settima edizione, Gennaro Siciliano, si divertiva e faceva divertire puntellando qua e là la moquette della camera del residence che lo ospitava (gratis) con lucenti mozziconi di sigaretta. Per lui, e quella sì che si chiamava legalità, ben due, e dico due, giorni di sospensione. Meno di quelli che, indecorosamente, barbuti, si sono meritati i ragazzacci del 2010.

Dunque, basta parolacce ad Amici. E soprattutto, basta con quella barba. Insomma, come suggerito dai Nemici di Maria “io propongo di cacciare Vessicchio dalla scuola. Vi rendete conto da quanto tempo non si fa la barba?!?”.

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