All’Arena scende in campo Brunetta contro i bamboccioni offrendo un consiglio degno di nota a una laureanda in filosofia

24/01/2010 di Valeria Panzeri

All’Arena condotta da Massimo Giletti oggi va in onda un superclassico delle polemiche made in Italy: i bamboccioni che non escono di casa fino ai 150 anni o giù di lì. Tutti parlano, non si sa bene a che titolo ed in base a quali competenze, tutti pretendono di aver ragione. La confusione che regna in studio ben rispecchia il nostro Paese. La prepotenza e l’arroganza dello studio ben rappresentano quelle che sovrastano, come una grande cappa grigia, la povera Italia. E in tutto questo una trasmissione che avrebbe la pretesa di fare del giornalismo d’opinione si trasforma ben presto nella solita occasione mancata.

Lungi dal dire che sia giusto che i ragazzi italiani rimangano a casa fino a tarda età, sarebbe opportuno parlare con serietà di questo argomento invece che sparare genericamente a zero su una generazione. Che, in effetti, la tendenza dei giovani d’oggi sia quella di restare a casa troppo a lungo è un dato di fatto. Qualcuno lo farà perché è affezionato a mamma e papà, qualcuno perché è comodo non doversi lavare e stirare i vestiti ma altri, che con sorpresa dei presenti all’Arena potrebbero essere in numero consistente, perché in Italia non esiste la possibilità di uscire di casa a venti-venticinque anni.

Ad un certo punto della trasmissione prende la parola una laureanda in filosofia che racconta in meno di un minuto la propria storia. La ragazza che studia in un’università italiana, ha usufruito di una borsa di studio presso la Sorbonne di Parigi, dove l’ente accademico pagava metà dell’alloggio alla ragazza e l’altra metà era pagata dalla studentessa attraverso il lavoro di cameriera. Questa ragazza aggiunge di essere tornata in Italia per completare gli studi al fine di poter lavorare nel proprio Paese e fare ciò per cui ha studiato tanto. Aggiunge poi che vive coi genitori e non lavora per mantenersi gli studi e si chiede perché dovrebbe fare tanti sacrifici quando lo Stato italiano non si occupa di lei e di tutti i suoi coetanei, mentre lo Stato francese si prende la responsabilità di sostenere anche gli studenti di altri Paesi.

Perché si permette a tutti di parlare, chi a favore chi contro i bamboccioni senza avere titolo per farlo, e quando una ragazza, che ne avrebbe di cose da dire, prende la parola viene subito zittita? Addirittura il ministro Brunetta (in collegamento) ha la brillante idea di riderle in faccia e di dirle di starsene pure in Francia. Questo dopo aver asserito di aver stirato soltanto due volte nella vita le sue camice. Quindi, per capire, quando a quattordici anni l’attuale ministro lavorava in miniera per mantenere le sue ambizioni di arrivare al Nobel (da lui più volte dichiarate, non è una libertà mia) la camicia chi gliela stirava?
Forse i bamboccioni non sono tutti bamboccioni e forse qualche cosiddetto adulto dovrebbe ogni tanto fermarsi ed ascoltare invece di riempire l’aria di parole inutili.

Un’ultima domanda agli esperti dell’Arena: come mai molte università tedesche offrono alloggi universitari a prezzi modici (200-300 euro al mese) nonché mezzi pubblici e strutture sportive gratis ai propri studenti? Come mai, invece, in tante città italiane questo non succede e gli alloggi universitari sono molto meno del numero necessario obbligando gli studenti a sobbarcarsi affitti molto costosi?
Un’ultima notazione per il ministro Brunetta; giorni fa lui stesso ha ammesso di essere rimasto a casa fino quasi ai trent’anni. Oggi all’Arena ha precisato che in contemporanea agli studi universitari ha lavorato come ambulante insieme al padre. Tanto di cappello signor Ministro per il doppio impegno ma, una volta tornato a casa dopo il lavoro (trovato direttamente dal papà) e l’università, poteva contare sull’aiuto della famiglia, almeno stando a quanto da lei dichiarato. Invece uno studente universitario che deve anche lavorare per mantenersi e poi fare le faccende di casa come potrebbe fare? Le ore del giorno sono 24, non 34.

Ricordando che, durante la trasmissione, il Ministro ha detto che verranno presi provvedimenti per favorire i giovani, noi aspettiamo i fatti. Sottolineando che è anni che stiamo aspettando i fatti, considerando che (e questa è un’esperienza per direttissima) presso l’Università Statale degli studi di Milano, con una media tonda di trenta trentesimi e di certo senza il reddito di una famiglia notarile alle spalle, al massimo ti spetta lo sconto mensa. Giuro!

Comunque Brunetta dei miracoli ha promesso che questo governo potrà gestire, a livello economico, sia il progetto Ponte di Messina che stanziare fondi dignitosi per gli studenti. Detto, registrato, cotto e mangiato!

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