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Alfonso Signorini rompe il silenzio dopo lo scandalo: “Omofobia mostruosa”, poi svela se tornerà in tv

Emanuela Longo 05/07/2026

Alfonso Signorini rompe il silenzio sulla gogna, l’omofobia e il possibile ritorno in tv.

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Alfonso Signorini ha scelto di parlare dopo mesi di silenzio. In una lunga intervista concessa a Hoara Borselli per Il Giornale, l’ex direttore di Chi è tornato sull’affaire delle chat private finite online, raccontando il dolore, l’isolamento, la fede, il sostegno del compagno e la ferita lasciata da chi, nel momento più difficile, ha preferito sparire.

Eliminato Grande Fratello e finalista

Alfonso Signorini dopo lo scandalo delle chat private

Alfonso Signorini ha deciso di rompere il silenzio dopo i mesi difficili seguiti alla diffusione sul web di alcune sue chat private e intime. Una vicenda che, come raccontato nell’intervista a Il Giornale, ha dato il via a una vera e propria gogna mediatica.

Il conduttore e giornalista ha spiegato quale sia stato il suo primo pensiero nel momento in cui è esploso il caso:

“Solo quello di costruirmi una bolla. Perché si costruisce una bolla? Per sopravvivere. Perché tu sei al centro di un clamore mostruoso, una gogna mediatica che vuole annientarti, e devi in qualche modo capire come sopravvivere. Non come vivere: come sopravvivere”.

Parole forti, con cui Signorini ha descritto il peso di un’esposizione pubblica improvvisa e violenta. Alla domanda su chi non riesca a reggere una pressione simile, la risposta è stata durissima: “Si ammazza”.

L’ex volto del Grande Fratello ha però rivendicato di essere riuscito a resistere:

“Ce l’ho fatta con mia grande soddisfazione. Soprattutto con il supporto del mio compagno, che aveva tutto il diritto di dirmi: Arrivederci e grazie e invece mi è stato a fianco giorno dopo giorno”.

“La mia coscienza, la fede e una garanzia economica mi hanno salvato”

Nel corso dell’intervista, Signorini ha spiegato anche quali siano stati gli elementi che gli hanno permesso di non crollare davanti a una gogna di quelle dimensioni:

“Innanzitutto la mia coscienza, poi la fede che viene in aiuto quando la vita è più dura e da ultimo una garanzia economica che mi ha permesso di difendermi”.

Il giornalista ha sottolineato che non tutti, nelle stesse condizioni, avrebbero avuto la forza o gli strumenti per salvarsi:

“Se io non fossi stato una persona strutturata e se non avessi avuto il supporto di pochissimi amici e il lavoro straordinario dei miei avvocati, non ce l’avrei fatta”.

Signorini ha poi spiegato di aver sentito il bisogno immediato di allontanarsi dal mondo della televisione e dei giornali:

“Ho sentito l’immediato bisogno di staccare dal mondo della tv e dei giornali”.

Alfonso Signorini e l’addio a “Chi”: “La gogna mediatica non c’entra nulla”

Uno dei passaggi più importanti dell’intervista riguarda l’addio alla direzione editoriale di Chi. Signorini ha precisato che la decisione non sarebbe stata una conseguenza diretta dello scandalo.

“No. La gogna mediatica non c’entra nulla. Avevo già concordato con l’azienda la decisione di lasciare molti mesi prima che tutto questo scoppiasse”.

Dopo quarant’anni trascorsi a raccontare spettacolo, politica, costume e mondo dello showbiz, Signorini ha ammesso di aver sentito il bisogno di fermarsi:

“Avevo raccontato per 40 anni della mia vita il mondo dello spettacolo, della politica, del costume. Da un po’ di tempo ero stanco. Mi sentivo fuori posto”.

E ancora:

“Non mi andava più da un pezzo, anche perché grazie al cielo ho delle risorse alternative. Alla fine ho avuto proprio l’esigenza di staccare”.

“Non mi devo vergognare”: il privato, la libertà e l’accusa di abuso di potere

Nell’intervista a Il Giornale, Alfonso Signorini ha rivendicato con forza il diritto alla vita privata. Il punto, per lui, è netto: se non vengono commessi reati, nessuno dovrebbe essere privato della propria libertà personale.

“Non sono Bernadette né mi considero un santo. Sono una persona che vive la vita nella sua totalità e con tutti i suoi colori. Sono fermamente convinto che ognuno nella sua vita privata debba avere il diritto di fare quello che gli pare. Se non commetti reati, non puoi essere privato di questa libertà”.

Tra le accuse che più lo hanno ferito, Signorini ha indicato quella di abuso di potere:

“Io non ho mai considerato il potere. Sempre rifuggito. Altrimenti chissà dove sarei arrivato”.

Alla domanda su cosa farebbe se potesse tornare indietro, la risposta è stata altrettanto netta:

“Rifarei tutto. Non ho fatto nulla di cui vergognarmi”.

“C’è stata un’omofobia mostruosa”: il silenzio delle associazioni LGBTQ

Signorini ha parlato anche del modo in cui la vicenda è stata commentata pubblicamente, sostenendo di essere stato colpito anche da attacchi omofobi:

“Sì, c’è stata un’omofobia mostruosa”.

Il giornalista ha poi espresso amarezza per il mancato intervento pubblico delle organizzazioni LGBTQ:

“No. Silenzio. Silenzio totale. Eppure si muovono spesso, a volte anche in situazioni molto meno evidenti di omofobia”.

Secondo Signorini, la vicenda pone anche una questione civile più ampia:

“La cosa paradossale è che se un etero si approccia ad una ragazza nessuno ha niente da dire. Se a farlo è un omosessuale viene messo in croce. Anche questa è una battaglia civile da fare”.

Alfonso Signorini ferito dai “finti amici”

Uno dei passaggi più dolorosi dell’intervista riguarda il comportamento di alcune persone che Signorini considerava amiche. Il conduttore ha raccontato di essere rimasto profondamente ferito dal silenzio di chi, in passato, gli aveva dimostrato stima e affetto:

“A parte la gogna, il silenzio di certe persone che si professavano fratelli, amici, che in passato con biglietti e lettere manifestavano tutta la loro stima professionale e il loro affetto. E che sono letteralmente spariti”.

Signorini ha aggiunto:

“Neppure il gesto di prendere in mano il telefono per chiedermi Come stai?. Ecco, tutto questo dopo trent’anni di frequentazioni, di attestati di affetto, non me lo sarei mai, dico mai, aspettato”.

La solidarietà privata e la paura di esporsi

Non sono mancati, però, anche gesti di solidarietà. Signorini ha raccontato di aver ricevuto telefonate da persone molto importanti del mondo dello spettacolo, ma spesso soltanto in forma privata:

“Parlo anche di numeri uno che dicevano: È una vergogna quello che ti stanno facendo. Io gli rispondevo: Vero, allora perché non lo dichiari pubblicamente?. Allora abbassavano la voce e sussurravano: Non posso, sennò vengo messo in croce anche io”.

Oggi, però, il giornalista dice di aver capito chi conta davvero nella sua vita:

“Oggi so chi conta nella mia vita e mi sento più ricco. Sono felicissimo che non ci sia più nessuno sul mio carro. Ma voglio che non salga più nessuno”.

Il futuro in tv: “Non escludo che torni nella mia vita”

Nonostante il distacco dal piccolo schermo, Alfonso Signorini non chiude completamente la porta alla televisione. Alla domanda su un possibile ritorno, ha risposto:

“Non è detto. Non escludo che la televisione torni nella mia vita”.

La tv, però, oggi non sembra mancargli. Per il momento, il suo presente è fatto di musica, scrittura, viaggi, bellezza e affetti. Tutto ciò che era già parte della sua vita, ma che ora, come ha spiegato lui stesso, è diventato centrale:

“La novità è che queste cose sono diventate la totalità della mia vita”.

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