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Alberto Ravagnani in slip prima di Ballando con le Stelle: “Riscopro il valore spirituale del mio corpo”
Emanuela Longo 25/08/2026
Alberto Ravagnani posa in costume e racconta la riscoperta del corpo tra libertà e spiritualità.
Alberto Ravagnani torna a parlare del rapporto con il proprio corpo e della libertà conquistata dopo l’addio al sacerdozio e la possibile imminente avventura a Ballando con le Stelle. Durante una vacanza tra Thailandia e Indonesia, l’ex prete e creator ha pubblicato alcune fotografie in costume, accompagnandole con una lunga riflessione sulla fisicità, sulla spiritualità e sul peso del giudizio altrui.

Alberto Ravagnani posa in slip durante le vacanze
In particolare, due immagini hanno attirato l’attenzione della sua community: nella prima il 33enne indossa uno slip nero, mentre nella seconda appare in spiaggia con un costume arancione.
Fotografie apparentemente comuni, ma che per l’ex sacerdote rappresentano un passaggio importante nel suo percorso personale. Ravagnani ha spiegato di aver vissuto per molto tempo un rapporto complesso con il proprio corpo, condizionato soprattutto dalla paura delle reazioni e dei giudizi esterni.
A spingerlo a raccontarsi è stato anche il messaggio ricevuto da un utente, colpito dalla libertà trasmessa attraverso quegli scatti:
“Non oso immaginare i commenti che riceverai dopo questa foto… Viva il corpo umano che, per chi è credente, Dio stesso ha creato in tutta la sua bellezza! Grazie mille per lanciare un messaggio così forte e che dà proprio quell’aria di libertà, talmente forte che anche per chi è agnostico come me e segue le vicende dall’esterno risulta dirompente e fonte d’ispirazione e cambiamento”.
Parole che hanno toccato profondamente Ravagnani, spingendolo ad approfondire pubblicamente il significato attribuito alle immagini.
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“Sto riscoprendo il profondo valore spirituale del corpo”
L’ex prete ha respinto l’idea che mostrare il proprio fisico debba essere necessariamente considerato un gesto superficiale o puramente esibizionista. Per Ravagnani, il corpo è diventato uno spazio attraverso il quale esplorare anche la propria dimensione interiore.
Nelle Storie Instagram, come riportato da Leggo, ha scritto:
“Ora sto riscoprendo il mio corpo e – in generale – il profondo valore spirituale del corpo, che passa dall’intimità, dal contatto, dal piacere, dalla bellezza, dalla fragilità”.
La sua riflessione mette insieme aspetti spesso considerati separati: la cura della fisicità, il piacere, la vulnerabilità e la ricerca spirituale. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un rapporto più autentico con sé stesso, senza permettere alle aspettative degli altri di stabilire ciò che può o non può fare.
“E desidero viverlo fino in fondo, soprattutto con libertà. Perché dove c’è libertà c’è autenticità. E se c’è autenticità, allora possono nascere cose, situazioni, relazioni vere”.
L’ex prete rivendica la libertà di mostrare il proprio fisico
Ravagnani ha ammesso che pubblicare fotografie in costume potrebbe apparire come un gesto banale agli occhi di molte persone. Per lui, invece, ha un significato più profondo, perché segna il progressivo superamento di timori e condizionamenti maturati nel corso degli anni.
L’ex sacerdote ha quindi chiarito che vivere liberamente il corpo significa prendersene cura, valorizzarlo e imparare ad amarlo:
“Forse per molti sarà banale, ma per me no: voglio vivere il mio corpo con libertà perché desidero vivere con libertà”.
Ravagnani ha poi precisato il senso delle sue parole:
“E intendo: prendermene cura, potenziarlo, valorizzarlo, farci qualcosa di buono, mostrarlo, amarlo”.
Il peso del giudizio dopo l’addio al sacerdozio
Alberto Ravagnani ha lasciato il ministero sacerdotale, ma non ha rinnegato la propria ricerca spirituale. Nel suo intervento ha riconosciuto di non essere ancora completamente libero dal timore di ciò che gli altri potrebbero pensare delle sue scelte.
“Il problema è mio, che non sono ancora veramente libero dai giudizi altrui”.
La condivisione degli scatti in costume diventa così una tappa di un processo più ampio, legato non soltanto all’immagine pubblica, ma anche alla possibilità di vivere senza sentirsi costantemente obbligato a rispettare le aspettative associate al suo passato da sacerdote.
Ravagnani continua infatti a essere seguito da una vasta community e ogni suo intervento viene spesso osservato attraverso il confronto tra la vita attuale e quella precedente.
Alberto Ravagnani e il rapporto con Dio e la Chiesa
Nonostante l’addio al sacerdozio, Ravagnani ha ribadito di voler continuare a coltivare il proprio rapporto con Dio. La spiritualità, nella sua visione, deve però essere vissuta liberamente e senza costrizioni rigide.
“Voglio essere libero di vivere una spiritualità autentica, di pensare e parlare di Dio come meglio credo. Voglio essere parte della Chiesa come un figlio libero”.
La riflessione si conclude con una rivendicazione della libertà come elemento essenziale della fede e dell’esperienza umana:
“Se non c’è libertà, non c’è spirito, non c’è Dio, non c’è uomo”.
Con il suo racconto, Alberto Ravagnani ha quindi trasformato alcune fotografie delle vacanze in un’occasione per parlare di corpo, fede e autenticità. Un percorso personale che l’ex prete ha scelto di condividere pubblicamente, mostrando anche le fragilità e le contraddizioni di una libertà ancora in costruzione.








