A Ballarò una puntata frizzante. Temi di discussione: aggressione al Premier e Istruzione

16/12/2009 di Davide Longo

Fuoco e fiamme ieri sera negli studios di Ballarò (sito internet www.ballaro.rai.it). Ospiti in studio, oltre all’ormai onnipresente costituzionalista e giurista Stefano Rodotà, Niki Vendola, leader di Sinistra e Libertà, il direttore di Libero Maurizio Belpietro, il vicesegretario del PD Enrico Letta, Concita De Gregorio de L’Unità, il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e Castelli della Lega Nord.

Si sono discusse due tematiche nella puntata, ossia l’aggressione a Silvio Berlusconi di domenica sera e i temi di Scuola, Università e Ricerca. Per amore e pietà dei nostri lettori andremo con ordine: per quanto riguarda il comportamento dei vari partecipanti alla puntata, potremmo parlare per ore, ma proverò ad essere breve e conciso.

Castelli: si esprime in padano stretto, non risulta comprensibile nei suoi sproloqui, insulta a caso Rodotà e Niki Vendola, insomma sfodera il solito repertorio con l’aggiunta di qualche altra nuova scempiaggine, come ad esempio la frase

Non mettiamo un quadro come la notte di Hegeliana dove tutte le vacche sono nere,

che non vuol dire assolutamente nulla. Inquietante.

Mariastella Gelmini: riguardo l’aggressione a Silvio Berlusconi, gesto naturalmente deprecabile, questa esperta in taglio e cucito dice di abbassare i toni del confronto politico, e mentre lo fa urla dietro a Concita De Gregorio e Stefano Rodotà, salvo poi essere smentita in ogni sua frase da un’attentissima Concita De Gregorio. Quando si passa al tema “Tagli sulla Scuola”, pone la ciliegina sulla torta facendo affermazioni fasulle: dice infatti che

non ci sono stati licenziamenti di personale,

salvo poi correggersi quando Vendola le fa notare che i licenziati in un anno sono stati 42.000; inoltre prosegue dicendo che vi sono i libri gratuiti nelle scuole dell’obbligo (mai visti). Infine alla domanda di Floris se si può alzare il livello di qualità delle scuole tagliando i fondi alle stesse, questo attento e perspicace Ministro replica

Le rispondo con una domanda.

Mi scusi, saremo male abituati temo, ma a noi studenti, a scuola, alle domande dobbiamo rispondere, appunto, con risposte.

Niki Vendola
: si proclama difensore ad oltranza della non-violenza e per questo giudica grave l’atto del Signor Massimo Tartaglia, ma critica costruttivamente e senza sosta l’operato del governo di Berlusconi. Pacato ma fermo e deciso, complimenti.

Concita De Gregorio: tranquilla e garbata risponde a chi la insulta e la diffama, facendo onore ad Antonio Gramsci, fondatore del giornale da lei ora diretto. Ad esempio, quando il Ministro dell’Istruzione giudica come gravi gli epiteti “Piduista, Frequentatore di minorenni, Mafioso” attribuiti al premier, la giornalista spiega che Piduista Berlusconi lo è stato realmente e forse lo è ancora, tecnicamente è stato anche frequentatore di minorenni e alcune indagini stanno appurando se ha avuto anche contatti con la mafia.

Stefano Rodotà: garbato, calmo, illumina la serata con i suoi interventi tecnici e fornisce come sempre interessanti interpretazioni politiche della vicenda.

Belpietro: sostiene con garbo le sue opinioni, ma non le basa su fatti presentati nel programma, e per di più non fa mai parlare Concita De Gregorio trattandola quasi con una punta di disprezzo. Che sia un po’ misogino?

Gianni Letta: se gli si fosse spento il microfono mentre parlava, non se ne sarebbe accorto nessuno.

Insomma, una puntata ricca di avvenimenti, non da ultimo Castelli che si giudica tanto esperto di giustizia che se lo deve dire da solo per convincersene, e che paragona le donne a prostitute suscitando le ire di Concita De Gregorio. Spicca Floris, che dopo un iniziale periodo di apatia prende in mano le redini della puntata, e Crozza, che ci fa rotolare sul pavimento dalle risate, con la sua ironia e la sua satira graffiante.

Volevamo concludere con una riflessione, sperando che i lettori non si siano già addormentati sul monitor: tutti gli esponenti del centro-destra definiscono il clima di tensione presente in Italia come frutto di campagne d’odio provenienti da Sinistra, che se c’è chissà dov’è. Eppure, il comportamento di Mariastella Gelmini e di Castelli è stato davvero verbalmente violento a Ballarò. Bellicoso, oserei definirlo. Inoltre Cicchitto, anche lui iscritto alla P2, in senato ha definito Marco Travaglio “terrorista mediatico” senza risparmiare insulti e minacce ad Annozero e al Fatto Quotidiano. Infine faremmo notare l’atteggiamento violento dei seguaci di Silvio Berlusconi nei confronti di Massimo Tartaglia e dei contestatori al comizio, che NULLA hanno avuto a che fare con l’aggressione al premier. Alcuni sono anche stati visti salutare con il braccio destro teso la salita sul palco del Premier. Al lettore, come sempre, il compito di giudicare.

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