A “Le Iene Show”, si parla ancora di preti pedofili. La testimonianza di una vittima di un sacerdote

01/04/2010 di Laura Errico

“Le Iene Show” ritorna a parlare di preti pedofili.
Già nelle precedenti puntate gli inviati di questa trasmissione televisiva si sono occupati di tale problema, trattando anche casi di violenze commessi sui bambini nell’ambito di sette sataniche oppure fatte da padri e/o nonni.

Nell’appuntamento di ieri sera è andata in onda l’intervista a Salvatore Domolo, un ex prete, oggi sbattezzato. L’uomo ha raccontato la sua storia, dando un’ulteriore testimonianza di episodi di pedofilia, di cui sono carnefici i preti.

Dall’età di otto anni fino agli 11 anni Salvatore Domolo subisce ripetutamente molestie sessuali da parte di un prete, che abusa nello stesso periodo anche di altri bambini. L’ecclesiastico, che aveva 60anni, faceva credere al piccolo Salvatore che quello che lui gli faceva era giusto: lui era come un padre, che “si prendeva cura” del “figlio”.

Le violenze terminano quando Salvatore comunica al prete di voler entrare in seminario. All’età di 14 anni Salvatore trova, per la prima volta, il coraggio di raccontare quello che gli era accaduto al suo padre spirituale, che appena sentita la storia del 14enne, gli inibisce di rivelare ad altri la sua vicenda. Ecco come racconta quel momento il protagonista:

Appena sentita la mia storia mi ha fatto alzare dalla sedia, mi ha fatto mettere sull’inginocchiatoio per la confessione e mi ha detto: “questo è un peccato e va confessato”. Per cui ho dovuto confessare, cioè io abusato ho dovuto dire: “quello è un mio peccato”.

In altre parole il padre spirituale ha utilizzato la confessione per farlo tacere, metodo che viene usato, a detta di Salvatore, anche con molti altri bambini violentati.

A 31 anni Salvatore riesce, per la seconda volta, a parlare delle violenze subite ad un altro prete, ma quest’ultimo si comporta nello stesso modo dell’altro.

Peccato che la Chiesa parla sempre della sofferenza degli altri e mai si assume la responsabilità della sofferenza che ha creato a molti bimbi sulla faccia della terra,

così l’ex prete commenta l’atteggiamento della Chiesa.

Come vive una vittima di un pedofilo?

E’ come se avesse una malattia cronica, da cui non guarirà mai. Ma quello che posso dire è che si può convivere con questa malattia, avendo il coraggio di parlare, avendo il coraggio di liberarsi dalla vergogna. La vergogna non deve essere dell’abusato!,

continua Salvatore.

L’ex prete si dichiara non meravigliato quando sente i tanti casi di pedofilia commessi da ecclesiastici, che stanno venendo alla luce in questo periodo, asserendo che si sta scoprendo solo “la punta di un iceberg” e aggiungendo che i sacerdoti colpevoli di tale reato devono essere denunciati all’autorità giudiziaria, e non celati dalla Chiesa, che li deve condannare “senza se e senza ma”.

Alla fine dell’intervista Salvatore fa un appello a tutti i bambini vittima di violenze sessuali, invitandoli a rivelare quello che hanno subito e a non aver paura, né vergogna. E conclude dicendo che un prete pedofilo deve assolutamente andare in carcere, perché solo in quel modo potrà veramente essere rieducato.

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