A “Che tempo che Fa”, ospiti del sabato sera: Roberto Giacobbo e Antonio Padellaro, con Antonio Albanese, Massimo Gramellini, Luca Mercalli

11/04/2010 di Simona Cocola

Previsioni climatiche a cura di Luca Mercalli e fatti della settimana commentati dal giornalista Massimo Gramellini aprono la puntata del sabato sera di Che tempo che fa. Tra le notizie della personale top seven del vicedirettore del quotidiano La Stampa, un accenno alle prossime riforme politiche del centro-destra, il Papa – sotto il tiro della stampa estera per le vicende dei preti pedofili – che si dice disposto ad incontrare le vittime di abusi, e ancora la politica, questa volta dal punto di vista del centro-sinistra, in cerca di un nuovo candidato che riporti voti nella coalizione.

Altro giornalista invitato nel “salotto” di Fabio Fazio è Antonio Padellaro, direttore e fondatore de Il Fatto Quotidiano, in edicola dal 2009. Giornale di inchieste e caso editoriale dell’anno con oltre 60mila copie vendute in circa sei mesi di vita, Il Fatto Quotidiano è una testata di opposizione, come dichiara Padellaro, in quanto né di sinistra, né di destra.

Abbiamo preso come punto di riferimento la Costituzione italiana che è di tutti i cittadini, e noi scriviamo ciò che vorremmo leggere,

spiega. L’idea di Padellaro è che la stampa debba essere lo specchio di ciò che accade nel nostro paese, quindi non bisogna misurare le parole, in quanto “se una cosa va detta, va detta” afferma.

Roberto Giacobbo, autore, presentatore e vicedirettore del programma televisivo di Rai Due Voyager. Ai confini della conoscenza, chiude la triade di giornalisti, presentando il proprio libro Templari. Dov’è il Tesoro? Si tratta di un insieme di ricostruzione storica, leggenda e mistero, che ruota attorno a queste curiose figure di un passato tanto affascinante quanto buio. “I primi templari erano nove – asserisce Giacobbo – e partirono dalla Terra Santa, perché cacciati da Gerusalemme, iniziando in questo modo un viaggio in giro per l’Europa [..] Il loro tesoro si trova infatti lungo un percorso e non in un solo luogo”.

COMMENTI