Nadia Toffa è morta: da un mese ricoverata in clinica, le ultime parole agli amici

E’ morta alle 7.39 di questa mattina Nadia Toffa, presso la clinica Domus Salutis di Brescia dove la giovane “iena” era ricoverata da inizio luglio. Lo ha riferito Il Messaggero nell’edizione online. Le condizioni della conduttrice bresciana che lo scorso giugno aveva festeggiato i suoi primi 40 anni, erano peggiorate a maggio e, sempre secondo il quotidiano, agli amici più stretti aveva riferito di sentirsi sempre più debole. Nonostante questo ha lottato come una leonessa fino alla fine contro quel male che però, ha avuto la meglio.

Nadia Toffa è morta: uccisa dal cancro

Quando Le Iene, nell’annunciare la morte di Nadia Toffa, hanno scritto che “niente sarà più come prima”, avevano ragione. Scomparsa dai social da oltre un mese, dopo quell’ultima foto che la immortalava, sofferente, insieme a Totò, la sua adorata cagnolina che l’ha accompagnata in questo suo ultimo periodo, il suo silenzio con il passare dei giorni aveva destato sempre più preoccupazioni.

Lei però, con il suo inseparabile sorriso, aveva deciso di rompere il tabù che ruota attorno al “male”, il cancro, postando spesso sui social e condividendo con i suoi follower le sue giornate, anche quelle meno belle.

Il malore

Era la fine del 2017 quando un suo malore tenne l’Italia con il fiato sospeso. Nadia Toffa si trovava a Trieste quando perse i sensi. Un “malore”, come fu descritto, che però la portò a due settimane di ricovero in ospedale. Passarono altre settimane e fu lei a raccontare l’episodio spiegando: “All’inizio ho pensato fosse successo un incidente perché sentivo un’ambulanza, ma dopo un po’ mi sono resa conto che forse sentivo la sirena un po’ troppo vicina. Quindi ho realizzato e mi sono detta: “Vuoi vedere che è la mia ambulanza?””.

Il ritorno a Le Iene

Nel febbraio del 2018 fece il suo ritorno a Le Iene dove si raccontò a cuore aperto e rivelò ai telespettatori di avere il cancro. “Voglio condividere con voi quanto è successo. Penso non ci sia assolutamente niente di cui vergognarsi, anzi. Ho solo perso qualche chilo, non mi vergogno neanche del fatto che sto indossando una parrucca, questi non sono i miei capelli. Non vi nascondo che ci sono stati momenti difficili. Quando vedi le prime ciocche di capelli che ti rimangono in mano è un momento molto forte. Mi è venuta in mente Gabriella, la bambina di Taranto che mi aveva raccontato di quanto avesse sofferto quando le erano caduti i capelli dopo che si era ammalata. Gabriella, ti ringrazio, perché ti ho pensato: se ce la fa uno scricciolo come te, allora ce la posso fare anch’io!”.

Da quel momento aveva voluto esplicitamente che tutti la trattassero come sempre, a partire dai colleghi de Le Iene che in queste ore la piangono con immenso dolore.

 

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Mai Nadia. Non ti dimenticheremo mai ❤️

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Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.
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