Niccolò Bettarini parla dopo il tentato omicidio: “Non ho capito più nulla!”, gli aggressori intanto…

A pochi giorni dalla terribile aggressione subita all’esterno di un noto locale milanese, Niccolò Bettarini ha rilasciato le sue prime dichiarazioni su quella notte. Parole che sono state raccolte da Tgcom24: “Mi ha dato alcuni buffetti sulla faccia cercando di provocarmi, io ho provato a respingerlo, ma mi sono trovato in mezzo a più di dieci persone e non ho capito più nulla. Sono caduto a terra e quando Zoe è venuta a soccorrermi le è arrivato un calcio in faccia. Subito dopo sono scappati tutti”. Anche Zoe, l’amica che era con lui quella sera, ha sentito dagli aggressori pronunciare frasi come: “Sei il figlio di Bettarini, ora ti ammazziamo”.

Niccolò Bettarini aggredito, ecco cosa è successo

Stando a quanto ricostruito finora, uno dei 4 aggressori e un amico di Niccolò Bettarini avevano litigato circa 4 mesi prima in un’altra discoteca di Milano chiamata ‘Gate’ per una banale questione di tavoli nel privé, ma poi tutto era finito lì, i due si erano chiariti e quando si sono poi rivisti all’Old Fashion sabato notte si sono salutati e l’amico di Bettarini ha anche offerto da bere. A quel punto, però, sarebbero arrivate altre persone che hanno colpito con uno schiaffo il giovane, è intervenuto un buttafuori del locale e la vicenda comunque sembrava risolta.

Il gruppo di giovani, tuttavia, ha incontrato di nuovo l’amico di Bettarini assieme ad altri all’esterno del locale, quando è finita la serata, e gli animi si sono accesi nuovamente e Niccolò Bettarini è intervenuto a difesa dell’amico. È stato poi aggredito, è caduto a terra e alcuni si sono inferociti scagliandosi abbondantemente su di lui.

Gli aggressori di Bettarini respingono le scuse

Per il pestaggio del figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini sono stati fermati 4 giovani, 2 italiani e 2 albanesi, che – oltre a respingere l’accusa di tentato omicidio, contestata assieme a quella di lesioni ai danni dell’amica di Niccolò Bettarini e di porto abusivo di armi in relazione a quel coltello con una lama di 20 centimetri usato per sferrare diversi fendenti al ragazzo e che ora ha portato alla chiusura del locale – hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere dinanzi alle domande del gip Stefania Pepe.

Intanto, gli inquirenti e gli investigatori della Squadra mobile stanno lavorando per individuare le responsabilità di almeno altre sei persone, indagate in concorso sempre per tentato omicidio.

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Valentina Gambino Autore

Giornalista e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

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