Franca Leosini, Storie Maledette: dal caso Scazzi alla violenza sulle donne, “detesto il termine femminicidio” – VIDEO

Dalla prossima domenica 11 marzo, riparte la nuova stagione di Storie Maledette, la trasmissione in onda su RaiTre condotta da Franca Leosini e che approda in prima serata per raccontare il delitto di Avetrana relativo all’uccisione di Sarah Scazzi attraverso le voci delle protagoniste, Cosima Serrano e Sabrina Misseri. “Era un puntino tenue sulla mappa di Puglia, Avetrana. Fino a quando, alla fine di agosto del 2010, una ragazzina che ha i capelli biondi come spighe di grano, improvvisamente, scompare”. Inizia così il racconto del caso che ha sconvolto la Puglia e tutta Italia, da parte della stessa Leosini.

Franca Leosini, cosa aspettarci da Storie Maledette

La conduttrice e giornalista, che abbiamo ritrovato di recente sul palco dell’Ariston di Sanremo, ospite di Claudio Baglioni e protagonista di una simpatica gag con il padrone di casa della kermesse, ha concesso una interessante intervista a Davide Maggio per il suo blog nella quale ha raccontato cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova stagione di Storie Maledette. “Di vederlo. Io non faccio mai anticipazioni, è una cosa che definirei anche di cattivo gusto. Nel senso che è una trasmissione che va vista, seguita. Per fortuna viene seguita con grande amore, il che mi gratifica molto. E mi gratifica moltissimo il fatto che sia seguita da fasce sociali completamente differenziate, difformi, e soprattutto sia seguita dai ragazzini”, ha spiegato.

Ci sono anche i leosiners, infatti, ovvero il pubblico di ragazzini interessati ad una trasmissione impegnativa come Storie Maledette. “I ragazzi purtroppo stanno perdendo l’uso del linguaggio a furia di stare su twitter e di scrivere messaggini; mi dicono che seguono Storie Maledette perché a loro piace il linguaggio. C’è sicuramente un linguaggio non povero, e noi siamo dei modelli, chi ci ascolta ci imita. Così come ci imitano come siamo vestiti, ci imitano anche con il linguaggio. Questa è una cosa che mi gratifica. E’ una trasmissione difficile la mia”, ha commentato la Leosini.

In vista del doppio appuntamento dedicato al caso Scazzi, la giornalista ha spiegato di aver dovuto studiare 10mila pagine di processo per arrivare preparata al cospetto di Sabrina Misseri e Cosima Serrano. “Gli editori, che sono sempre così gentili con me, mi sollecitano a scrivere libri ma io scrivo un libro ogni volta che faccio una storia maledetta”, dice. “Tornando al mio lavoro, io faccio poche puntate, con grande disperazione dei miei direttori proprio perché è ogni puntata è una struttura narrativa, un grande romanzo – parliamoci chiaro – del quale io sono l’autore unico. E’ un lavoro molto complesso, d’altronde la cosa che mi gratifica è che l’apprezzamento c’è”, ha aggiunto.

Sulla collocazione in prime time, la Leosini ha commentato: “E’ una scelta del direttore. Io avrei preferito un’altra serata, logicamente è il direttore che sceglie e io sono un soldato di Rai3”.

Nel giorno della donna, dice Franca Leosini: “Forse noi donne abbiamo quel sesto senso in più, quella capacità di capire anche le debolezze che gli uomini non individuano o non accettano”. Però, parlando del delicato tema che purtroppo riempie le pagine di cronaca, la giornalista commenta: “Se c’è un termine che detesto è femminicidio perché dico che la donna è anzitutto è persona, quindi non è femmina. Non si dice maschicidio”.

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Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.
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