Michelle Hunziker, Striscia la Notizia

Gossip news, Michelle Hunziker: prigioniera di una setta per 5 anni, attacchi di panico e la paura di morire soffocata

Dopo molti anni, Michelle Hunziker ha deciso di vuotare il sacco e di rendere pubblico un momento particolarmente doloroso della sua vita. Più che un momento possiamo definirla una vera e propria fase lunga cinque anni, durante i quali la showgirl svizzera è stata vittima di una setta. Una verità finora tenuta nascosta e che ha svelato solo al marito Tomaso Trussardi. “Non è stato facile accettare che fosse successo proprio a me: ho sofferto di attacchi di panico e per anni ho creduto che sarei morta di lì a poco, per soffocamento, come aveva previsto la setta”, ha rivelato, come riporta Corriere.it. Ora però, ha deciso di parlare e lo ha fatto principalmente per mettere in guardia coloro che rischiano di cadere nella rete di un guru. Si racconta mentre si trova nello studio del manager di recente scomparso, Franchino Tuzio ed al quale era molto legata. La sua storia ora è stata pubblicata in un libro che, come rivela la Hunziker, è dedicato a Tuzio ed ha proprio lui sullo sfondo.

La confessione choc di Michelle Hunziker: l’ingresso nella setta, l’allontanamento dagli affetti

Tutto ha inizio quando Michelle Hunziker è appena una ragazza. Ha 23 anni, un marito ed una bambina di 3 anni. “Ero la compagna di Eros, la mamma di Auri: ero felice”, racconta. Eppure di lì a poco sarebbe accaduto il dramma. “Al mattino quando aprivo gli occhi controllavo lo stato del cuscino, per scoprire che era diventato biondo”. A sostenerla c’è Franchino che le propose alcune sedute di pranoterapia con Clelia: “Cominciarono a spuntarmi teneri e biondissimi capelli nuovi… Mi sentivo miracolata”, dice. Ma parlando con Clelia, Michelle si apre raccontando la grande ferita legata ad un padre alcolizzato. All’età di 15 anni decise di non parlargli più ma la sua mancanza non è mai riuscita a superarla realmente.

Arriva il matrimonio, nel 1998 e Michelle Hunziker è una donna piena di rabbia: “Mio papà era lì, ma non stava bene, era seduto in ultima fila e nessuno lo considerava. Al ricevimento era stato messo in un tavolo in un’altra stanza, lontano da me. Da una parte ero piena di rabbia, ma dall’altra lo avrei desiderato vicino”. Ricominciò a perdere i capelli e Clelia le consigliò di andare da suo padre e abbracciarlo. “Mi ha fregato così, restituendomi l’amore di mio papà. Avrebbe potuto dirmelo uno psicologo, ahimè mi sono imbattuta in lei”.

Dopo la morte del padre a restarle accanto c’è ancora Clelia. Di lei dice: “Ti catturava per la bellezza e la purezza, emanata da abiti candidi e raffinati, dalla pelle idratata da oli essenziali. Era sempre profumata, con un sorriso pazzesco e un velo di abbronzatura. La sua delicatezza e l’ossessione per l’accudimento la rendevano materna: era un fiore pericolosissimo“. La pulizia era quasi un’ossessione per Clelia che per conquistare il mondo, a sua detta, occorreva mantenersi puri. La Finzione rappresentava l’energia negativa, da eliminare. “Guardacaso, secondo lei, ne ero circondata: la colf, l’autista… Una sera d’autunno avevo programmato di andare a teatro con una decina di amici: lei mi telefonò per dirmi di annullare. Sarebbe stato negativo per la mia energia. E io annullai”.

Le cene per canalizzare le energie, la solitudine, l’uscita dalla setta

Da qui le cene per canalizzare le energie dei defunti o di spiriti elevati: “Le canalizzazioni ci permettevano di sentirci protetti: forze superiori si scomodavano per indicarci la strada da seguire”. La setta aveva uno schema molto chiaro: l’allontanamento dell’adepto dagli affetti era il primo passo da compiere. “La setta filtrava le chiamate: mia mamma veniva sempre respinta”. Intanto il matrimonio si sgretolava mentre la carriera viveva un momento florido.

Arrivò anche il Natale, trascorso in solitudine: “Chiamavo festosa Aurora fingendo di avere gente a cena, per poi passare da sola il resto della sera in silenzio, davanti all’albero”, dice, “Speravo che almeno quella volta mia madre e Eros venissero a portarmi via. Ma come diceva Clelia, non mi voleva nessuno”. Nel 2006 la decisione di lasciare la setta: “Ho chiamato subito mia madre e i miei amici, chiedendogli solo una cosa: non fatemi il processo”. Seguì la sensazione di umiliazione e paura. “Ero la gallina dalle uova d’oro, ma sono stata derubata soprattutto della dignità”, racconta. “Uscita dalla setta ho trovato una guida spirituale, frate Elia, che mi ha permesso di incontrare padre Amorth: mi ha rassicurata e poi mi ha benedetto”. Oggi Michelle non ha rancori ma la showgirl rivolge un messaggio ai giovanissimi: “Vorrei solo dire di credere negli affetti veri e non nei “maestri”. Se è capitato a me non deve per forza capitare a tutti”.

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Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.
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